Venezia – “I ristori non bastano, vanno pagati i danni. Ci vorranno degli indennizzi, dei riconoscimenti per i danni subiti”. Il governatore del Veneto Luca Zaia commenta così l’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza che a poche ore dalla riapertura degli impianti sciistici ha bloccato di nuovo l’attività fino al 5 marzo.
Luca Zaia
“Le regioni che avrebbero riaperto oggi, Lombardia e Piemonte, hanno saputo del nuovo stop quattro ore prima della riapertura possibile degli impianti – spiega in un’intervista al Corriere della Sera -. Quattro ore. Dietro alla montagna invernale ci sono sì gli impianti di risalita, i grossi operatori. Ma c’è anche una nuvola densa di piccole attività, dalla ristorazione ai maestri di sci, che non è codificata ma è imponente. Ci sono gli stagionali… Il danno è colossale”.
“Nella prospettiva di riaprire a breve – spiega ancora sulle pagine del Corriere della Sera -, gli operatori avevano già battuto le piste e messo le indicazioni, bar, ristoranti e rifugi avevano fatto magazzino, gli stagionali si erano diretti in montagna. A tutte queste persone dici di no il giorno prima? Dopo investimenti particolarmente gravosi, dopo una stagione come quella che è stata? Non ci sono parole per descrivere la rabbia, motivata, dei nostri operatori”.
“Il turismo è la prima industria del Veneto. Rappresenta 18 miliardi su 160 miliardi di Pil. Sono 70 milioni di turisti all’anno, di cui quelli che vanno a Venezia sono 14 milioni”. conclude il presidente Zaia.
