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Varianti, quarantena più lunga e tamponi ai contatti a basso rischio

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Viterbo – Coronavirus, dalla Regione nuove “indicazioni operative” alle Asl del Lazio a causa della “maggiore trasmissibilità delle varianti”. Cambiano insomma le regole per i tamponi e le quarantene, con queste ultime che torneranno a durare quattordici giorni (e non solo dieci) per le persone sospettate di aver contratto il virus mutato. Sospetto che c’è stato pure nella Tuscia da cui sono partiti dei campioni con destinazione Spallanzani, ma al momento non è arrivata alcuna conferma.


Coronavirus - Viterbo - Il Drive in test point al Riello

Il drive in per i tamponi a Viterbo


Nel documento della Regione si sottolinea anche che per “limitare la diffusione delle nuove varianti sarà necessaria un’intensificazione della ricerca dei contatti” del paziente portatore del ceppo inglese. L’indagine dovrà procedere a ritroso fino a quattordici giorni prima la comparsa dei sintomi e non entro le sole 48 ore. Ai “contatti sia ad altro che a basso rischio” le Asl dovranno “eseguire un test molecolare nel più breve tempo possibile dopo l’identificazione e al 14esimo giorno di quarantena”. Tampone quindi non solo ai contatti stretti ma pure alle persone con cui il positivo è stato “meno di 15 minuti”.

Da stabilire (la Asl di Viterbo lo farà nelle prossime ore) se per i contatti rapidi sarà sufficiente, in caso di negatività, l’esecuzione del tampone o scatterà comunque la quarantena.

VACCINI
Nel Lazio “abbiamo circa un 18% (degli attuali positivi, ndr) interessato dalla variante inglese – fa sapere l’assessore alla sanità Alessio d’Amato – . È una corsa contro il tempo. Ecco perché è importante avere le giuste dosi di tutti i vaccini”. Nella Tuscia sono già state vaccinate 15mila 657 persone, di cui 6mila 247 con doppia dose. Le somministrazioni fatte ieri sono state 422, di cui 240 ad ultra 80enni (la Asl ha raddoppiato quelle domiciliari: da 24 a 48 al giorno).

Gli over 80 che hanno già ricevuto il siero sono più di 5mila, su quasi 14mila che hanno preso appuntamento. Da giovedì via alle prenotazioni (su salutelazio.it) anche per il personale scolastico e universitario under 55 che non ha patologie e che è “assistito dal servizio sanitario regionale (Ssr) della regione Lazio, ovvero tutti coloro che sono assistiti da un medico di base convenzionato con il Ssr della regione Lazio”.

Si procederà per fasce d’eta: dal 18 febbraio chi ha tra i 45 e i 55 anni, dal 22 febbraio i 35-44enni e dal 26 febbraio gli under 34. Le vaccinazioni partiranno lunedì prossimo (dopo 10\12 settimane la seconda dose) e la Asl di Viterbo le eseguirà nei grandi centri di Viterbo, Civita Castellana e Tarquinia. Questi ultimi due saranno operativi dal 18 febbraio (quello nel capoluogo lo è da giovedì scorso), quando inizieranno le somministrazioni per le forze dell’ordine e di polizia under 55. Nel frattempo è previsto il completamento delle inoculazioni ai medici liberi professionisti e alle altre figure sanitarie.

Dal primo marzo, invece, via alle vaccinazioni dai medici di famiglia. “Con Astra Zeneca – spiega Michele Fiore, segretario provinciale della Fimmg – in studio a partire dai nati nel 1966 fino al 1971. Con il vaccino Pfizer, invece, a pazienti domiciliari”. Ogni medico avrà circa 25 dosi. “Saranno nominali: per acquisirle il medico trasmetterà alla Asl i nominativi dei soggetti da vaccinare”. L’obiettivo è fare due classi di età al mese. “All’atto della vaccinazione – conclude Fiore – il medico rilascerà un’attestazione, calendarizzando la data della seconda dose”.

Raffaele Strocchia


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