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Scuola, didattica a distanza quando si superano 250 casi ogni 100mila abitanti

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Roma – Prima l’incontro con i governatori poi nel pomeriggio il premier Mario Draghi potrebbe firmare il nuovo dpcm. Il primo dal suo insediamento e che sarà valido dal 6 marzo fino al prossimo 6 aprile. Un provvedimento che conterrà nuove misure restrittive perché la morsa del Covid non allenta e, come ha ribadito anche ieri il ministro della Salute Roberto Speranza, “serve coraggio per prendere decisioni coerenti con la sfida”. Le restrizioni saranno valide anche per i giorni di Pasqua e Pasquetta. 


Locali chiusi

Locali chiusi


Ecco le principali misure che dovrebbero essere contenute nel documento. 

Scuola. Nelle zone rosse tutte le scuole, stando alle indicazioni del Comitato tecnico scientifico, dovrebbero essere chiuse. Gli esperti hanno anche valutato che gli studenti dovranno essere in dad nel caso l’incidenza sia superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti. In tutte le altre situazioni, la scuola resta in presenza come già stabilito dai provvedimenti in vigore: in presenza per gli alunni dell’infanzia, delle elementari e delle medie mentre per quelli delle superiori è pervista la didattica è in presenza almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%.

Niente cena al ristorante. Ancora chiusi a cena i ristoranti. Le regole per i ristoranti e i bar restano quelle in vigore: in zona gialla aperti fino alle 18 e fino alle 22 consentito l’asporto. A domicilio è consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse.

Spostamenti tra regioni. Il divieto di spostamento tra le regioni è valido fino al 27 marzo ma con il prossimo dpcm, che disciplinerà le misure fino al 6 aprile, Pasqua e Pasquetta comprese, potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto.

Coprifuoco. Resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino in tutte la fasce, ma in quella bianca può essere ridotto. Il governatore della Sardegna ha fissato il divieto di uscire di casa dalle 23,30 alle 5.

Seconde case. È consentito recarsi nelle seconde in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Bisogna dimostrare di essere proprietari o affittuari da una data antecedente il 14 gennaio 2021. Non è possibile invece, a meno di urgenti e necessari motivi, se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro.

Centri commerciali e negozi. Negozi chiusi solo in zona rossa dove sono garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei week end continuano ad essere chiusi i centri commerciali. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati.

Cinema e teatri aperti. A decorrere dal 27 marzo 2021 in zona gialla riapriranno cinema e teatri. Gli spettacoli saranno aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, spiega la bozza del dpcm. Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha annunciato l’accesso ai musei su prenotazione anche nel weekend.

Parrucchieri e barbieri. Nelle zone rosse i parrucchieri e i barbieri non possono aprire. Il Comitato tecnico scientifico ha confermato l’orientamento del governo.

Palestre e piscine chiuse. In tutta Italia – tranne che nella fascia bianca – rimane il divieto di aprire palestre e piscine.


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