|
|
Viterbo – Business del caro estinto alla camera mortuaria di Belcolle, processo sospeso per recuperare tutti e quindici gli imputati, ridotti a undici un anno e mezzo fa. Ma per i quattro “esclusi” è giunta davanti al gup la nuova richiesta di rinvio a giudizio.
A chiederlo, ieri, è stata la stessa pm Paola Conti, che punta a riunire tutte le posizioni dopo la nuova udienza davanti al gup, fissata per il 30 marzo, relativa alle quattro posizioni che erano state stralciate il 2 ottobre 2019 su richiesta delle difese.
E’ il processo scaturito dall’inchiesta “Anubi” sfociata nel blitz scattato all’alba del 9 maggio 2014, quando finirono ai domiciliari tre necrofori di Belcolle: Floriano Franklin Canela, Carlo Eleuteri e Fabrizio Valeriani. Parte civile la Asl.
I legali di Claudio Eleuteri, Carlo Eleuteri, Luigi Palanca e Enzo Bagni avevano contestato la nullità del rinvio a giudizio in quanto troppo generico, solo per loro, il capo d’imputazione, dal quale non si sarebbe capito quali condotte fossero da addebitare a quali soggetti.
Così per i quattro il processo è tornato indietro, alla fase dell’udienza preliminare, che complice il Covid coi suoi rallentamenti, è stata fissata soltanto ora.
Il collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini ha accolto la richiesta, per cui l’udienza, che avrebbe dovuto essere la prima dedicata all’ascolto dei testimoni dell’accusa, è stata rinviata al 6 ottobre, in attesa che si conclusa l’udienza preliminare per il ri-rinvio a giudizio dei quattro indagati.
Secondo la procura, i necrofori avevano messo a punto un collaudato modus operandi con almeno una decina di agenzie funebri compiacenti. Nelle loro vesti di “incaricati di pubblico servizio”, avrebbero intascato mazzette pari a 50 euro a salma per segnalare in tempo reale i decessi avvenuti in ospedale, tre al giorno di media, garantendo ai complici una sorta di monopolio delle esequie.
Inizialmente gli inquisiti erano un numero ben più imponente, 37, quasi tutti impresari del settore pompe funebri, tra Viterbo, Roma e Civitavecchia. Poi, strada facendo, le indagini hanno portato a escludere responsabilità da parte del grosso della schiera.
In quindici sono finiti a processo, accusati a vario titolo di corruzione in concorso e concussione per induzione, mentre il reato inizialmente ipotizzato dalla procura era induzione per costrizione: Floriano Franklin Canela, 70 anni; Carlo Eleuteri, 62 anni; Fabrizio Valeriani, 54 anni; Claudio Eleuteri, 29 anni; Enzo Bagni, 50 anni; Alfonso De Alessandris, 64 anni; Alessandro Cecchini, 49 anni; Francesco Pandolfi, 60 anni; Emiliano Pugliesi, 48 anni; Maurizio Fazioli, 53 anni; Mauro Balestri, 60 anni; Francesco Berna, 81 anni; Federico Piergiovanni, 31 anni; Luigi Palanca, 55 anni; Franco Gregori, 47 anni.
Silvana Cortignani
