Viterbo – Emergenza Covid, anche l’edilizia viterbese subisce il contraccolpo. Sei per cento di investimenti in meno nelle costruzioni, e nel 2020, rispetto al 2019. Il dato è della Feneal Uil di Viterbo, il sindacato degli operai edili.
“I dati che abbiamo – spiega infatti il suo segretario generale Francesco Palese – dimostrano ancora la difficoltà del mondo del lavoro edile e che, se non recuperati metteranno ancora di più in crisi i consumi e la produzione. Gli investimenti in costruzioni registrano ancora un calo rispetto il 2019 pari a circa il 6%. E su questo, incide in modo preponderante, il proseguimento della dinamica negativa delle opere pubbliche che supera l’apporto positivo dato dal rafforzamento della ripresa del comparto non residenziale privato e dal rallentamento della caduta della nuova edilizia abitativa”.
Viterbo – Centro storico
Per Palese, la Tuscia “ha bisogno di opere pubbliche. Cosa che invece nel viterbese non va quasi mai a buon fine o quasi mai come si deve. E non può far testo – sottolinea il sindacalista della Uil – la ripresa delle attività lavorative presso l’ospedale Belcolle di Viterbo. Ripartito, quest’ultimo, in sordina, dopo le note vicende tra impresa capofila e Asl e nonostante le nostre richieste di poter aver informazioni su come si eseguiranno le opere, la manodopera, le imprese che saranno interessate in subappalto. Su Belcolle, nulla ci è dato sapere”.
A questo punto, aggiunge Palese, “altro non abbiamo, se non la speranza che possa muoversi e vedere finalmente la fine il completamento della superstrada Orte-Civitavecchia o il raddoppio della Cassia, progetto che potrebbe essere esecutivo, o la ferrovia Viterbo-Civitavecchia. Tutte opere che apporterebbero quel valore aggiunto alla nostra provincia, sia in termini di sviluppo commerciale, occupazionale e di risparmio economico per le imprese, i cittadini e i pendolari. Il tutto tenendo bene a mente, la salvaguardia dell’ambiente e del territorio”.
Viterbo – Il segretario della Feneal Uil Francesco Palese
Non vanno bene nemmeno gli investimenti in nuova edilizia residenziale delle costruzioni private. “In questo caso – spiega Palese – il calo rispetto al 2019 è stato del 15%, e questo perché, da dieci anni a questa parte, i permessi a costruire continuano a diminuire”.
Un settore, l’edilizia, che durante il primo anno di pandemia diversi momenti di stop e cassa integrazione. “Una fase difficile – sottolinea il segretario della Feneal -. Con le aziende che ancora non riescono a riprendersi e il timore che la fine del blocco dei licenziamenti possa dar seguito a una vera e propria catastrofe occupazionale”.
Viterbo – Un cantiere
“La speranza che resta – commenta poi Francesco Palese – è che il bonus 110%, quello del 50% e il Sisma bonus permettano di l’occupazione edile anche nella nostra provincia. Il ricorso alla Naspi e alla cassa integrazione a un certo punto termineranno e le conseguenze si rifletteranno sui lavoratori, sulle loro famiglie e sulla tenuta sociale. Per un rilancio vero del settore, occorre potenziare le infrastrutture e non tassare ulteriormente gli immobili. E in tutto questo – conclude Palese della Feneal Uil – non possiamo tralasciare il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Qui, gli incidenti si ripetono sempre uguali, e questo vuol dire che non si tratta più di infortuni. Ci vuole maggiore rigore, serve una strategia nazionale. E a tutela e garanzia di tutto questo, serve anche una maggiore partecipazione da parte dei lavoratori”.
Daniele Camilli


