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Fico: “Nel mondo una persona su 10 non ha un accesso sicuro all’acqua”

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Roma – “Ancora oggi, il diritto umano all’acqua non è garantito in diversi stati del pianeta. Una persona su 10 non ha un accesso sicuro a questa risorsa vitale. A questo quadro, già di per sé molto grave, si aggiunge la progressiva riduzione della disponibilità delle risorse idriche. Serve uno sforzo globale per garantire ovunque nel mondo l’accesso all’acqua e a la sua gestione sostenibile e virtuosa”. Così il presidente della Camera Roberto Fico in una dichiarazione in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. 


Roberto Fico

Roberto Fico


“La Giornata mondiale dell’acqua ricorda alle istituzioni di tutto il mondo la necessità di preservare una risorsa che sta diventando sempre più scarsa. L’accesso all’acqua costituisce un diritto fondamentale per tutelare la salute e assicurare il rispetto della dignità degli esseri umani e questo vale ancora di più durante una pandemia. Pensiamo già solo all’importanza del lavaggio delle mani contro la diffusione del Coronavirus”.

“Ma purtroppo, ancora oggi, il diritto umano all’acqua non è garantito in diversi stati del pianeta. Una persona su 10 non ha un accesso sicuro a questa risorsa vitale. A questo quadro, già di per sé molto grave, si aggiunge la progressiva riduzione della disponibilità delle risorse idriche. Cambiamenti climatici, pressione demografica e incremento del fabbisogno energetico sono solo alcuni dei fattori che concorrono a rendere l’acqua una risorsa sempre più limitata”.

“Serve uno sforzo globale per garantire ovunque nel mondo l’accesso all’acqua e a la sua gestione sostenibile e virtuosa, come sottolinea anche l’agenza 2030 delle Nazioni Unite che dedica a questo scopo un apposito obiettivo. Il primo fondamentale passo è quello di far comprendere che l’acqua non è una risorsa inesauribile, sensibilizzando la popolazione circa la necessità di un suo utilizzo più responsabile”.

“Il tempo a nostra disposizione è finito, occorre una riconversione radicale in senso sostenibile dei modelli di sviluppo. Una riconversione che deve essere realizzata attraverso una strategia a 360 gradi e politiche mirate, ma che deve essere accompagnata anche da un cambiamento dei comportamenti individuali di ciascuno di noi”.

“Esiste poi il tema del quadro normativo nel nostro paese, con le proposte di legge bloccate da tempo nelle commissioni competenti. Nel rispetto delle differenze dei punti di vista, sono convinto serva uno sforzo comune per definire un perimetro che realizzi pienamente il principio dell’acqua pubblica. È inoltre necessario nel nostro paese investire risorse sulle infrastrutture idriche, rimediare alla fragilità della rete e renderla più efficiente. Mi auguro che si proceda in questa direzione, ma è importante che questo avvenga nell’ambito di una gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrato dell’acqua in grado di garantirne un accesso universale, sostenibile e solidale. In questa prospettiva, il piano nazionale di ripresa e resilienza potrà imprimere una vera e propria svolta, quella di cui abbiamo bisogno”.


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