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Orte – Sono “circa 15” i boati ancora senza una spiegazione scientifica avvertiti a Orte nelle ultime settimane. Il sindaco Angelo Giuliani fa il punto su un vero e proprio mistero che sta mettendo in difficoltà anche gli esperti, alle prese con un fenomeno dalle caratteristiche assolutamente complesse.
Da quando sono iniziati i boati e quanti episodi sono stati segnalati finora?
“Le prime segnalazioni risalgono alla fine di febbraio e attualmente siamo tra i 10 e 15 episodi che possiamo dire accertati, visto l’alto numero di segnalazioni arrivate. È stato interessato praticamente tutto il territorio comunale: centro storico, il quartiere Petignano e la zona industriale, la zona delle terme di Vagno, il quartiere Caldare e lo svincolo autostradale e le Baucche, cioè l’abitato meridionale di Orte Scalo, a un chilometro circa dalla stazione ferroviaria”.
Può spiegare in maniera più chiara cosa riferiscono i cittadini?
“Si parla di forti boati con caratteristiche anomale. Molte persone sostengono che, dopo il botto, non c’è oscillazione di oggetti all’interno delle case. Inoltre questi fenomeni non hanno una cadenza periodica né una caratterizzazione geografica: avvengono in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo di Orte. Senza contare il fatto che non sono stati evidenziati crolli, lesioni, crepe o qualsiasi altra alterazione superficiale che possa essere riconducibile in maniera certa ai boati”.
Lei che idea si è fatto?
“In questo momento non sono in grado di fare ipotesi e nemmeno lo ritengo opportuno, visto che ci sono dei tecnici che stanno lavorando per cercare di far luce sulla situazione. Sicuramente è una faccenda complessa”.
Concretamente, di cosa si stanno occupando gli esperti?
“Hanno raccolto tutti i dati e le testimonianze per fare una mappatura dei singoli episodi. In base a questo, stabiliranno la metodologia più appropriata per cercare di capire innanzitutto a quale fenomeno ci troviamo di fronte e poi le cause che lo originano”.
Quanto bisognerà aspettare per avere delle risposte certe?
“Non penso che sia una cosa d’immediata risoluzione. Per comprendere fino in fondo il fenomeno credo che ci voglia del tempo”.
Alessandro Castellani
