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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le associazioni militari rappresentano lo stato e la storia del nostro paese, ma a Viterbo non hanno le sedi.
Ho inviato una lettera al comune di Viterbo. La tematica, ampiamente trattata in passato, diventa sempre più complessa. Riguarda l’assegnazione delle sedi alle associazioni d’arma patriottiche e combattentistiche.
In sintesi le suddette associazioni dopo 40 anni di permanenza nel palazzo Donna Doria in San Pellegrino, due anni fa, con l’amministrazione precedente, venivano sfrattate a causa di una prossima ristrutturazione dell’edificio.
Nulla da obiettare sulla decisione, ma la cosa che desta sconcerto è che l’allora sindaco Michelini, assieme al suo staff, non ha prospettato alcuna alternativa per trasferirle le sedi in un altro dei tanti immobili di proprietà del comune.
Uno spiraglio di luce si è aperto con la nuova amministrazione del sindaco Arena, ma la cosa a tutt’oggi, nonostante fossero stati visionati alcuni locali, non da alcun risultato, anzi rimane tutt’ora una situazione travagliata da varie pastoie tecniche e amministrative che allontanano di giorno in giorno le speranze. Viterbo è considerata città militare per antonomasia ove per una larga maggioranza risiedono famiglie provenienti dal mondo militare che di fatto sono una vera risorsa del territorio.
Pertanto in qualità di presidente di Assoarma ho l’obbligo di informare i cittadini di Viterbo di questa grave anomalia.
Ettore Scorza
Presidente Assoarma
La lettera di Ettore Scorza
Gentile Sindaco,
In qualità di presidente di Assoarma della provincia di Viterbo, Le invio questa missiva con la speranza di vedere finalmente accolta la nostra ormai datata richiesta inerente alla concessione di locali destinati a sede per le otto associazioni d’arma e combattentistiche che ho l’onore di rappresentare.
Purtroppo, Le confesso che ad oggi, nonostante la passata individuazione di un sito avente le caratteristiche adatte allo scopo, il perdurare di continui rinvii nell’assegnazione e le capziose scusanti tecnico-amministrative addotte in proposito dai vari rappresentanti comunali non danno più certezze circa la reale volontà di individuare una soluzione.
Dispiace molto che a causa di quanto sopra una diffusa delusione serpeggi tra uomini e donne che anche in qualità di elettori riponevano la loro fiducia nell’amministrazione comunale. Questo perché ogni giorno essi vedono assottigliarsi sempre più le probabilità di ottenere un luogo da eleggere come sede unica e dove svolgere i loro compiti al servizio del territorio e delle istituzioni.
La questione della sede, già trattata ampiamente sin dal 2016 anche dal suo predecessore il sindaco Leonardo Michelini, malgrado le varie promesse e il tempo sprecato, a nostro avviso non è stata mai realmente presa in considerazione. Ancora oggi, dopo circa due anni dall’inizio del suo mandato di sindaco, tutto risulta inesorabilmente sospeso sebbene molti aspetti fossero stati già ampliamente trattati con l’ufficio tecnico del comune di Viterbo e con l’assessore Paolo Barbieri nell’ambito di un sopralluogo congiunto effettuato in alcuni locali ritenuti idonei e situati presso le scuole Emilio Bianchi.
Mi permetto di farle notare che, sin dall’avvenuto sfratto delle associazioni allocate da anni al palazzo Doria in San Pellegrino, codesto comune non si è mai impegnato concretamente per trovare un’alternativa logistica valida, né tantomeno per sollecitare al suo interno un intervento mirato.
