Viterbo – Craxi, Occhetto, Modugno e La Malfa. La prima Lega. Fascisti, comunisti e Forza Italia. Democrazia cristiana. Il secolo scorso, quando politica e Tv andavano a braccetto, lo spot era il libretto rosso dei partiti e Silvio Berlusconi il tizio qualunque che con i suoi canali ospitava tutti.
L’Italia a cavallo tra gli anni ’70 e ’90, quella raccontata dall’Archivio, on line, degli spot politici realizzato dall’unità di ricerca dell’università degli studi di Roma Tre all’interno di un progetto di ricerca di interesse nazionale (Prin) 2008 sulla “Popolarizzazione e sulle nuove forme della comunicazione politica”. Al progetto, finanziato dal Miur, hanno partecipato anche le università degli studi di Perugia, di Milano La Statale e di Torino.
Uno spot elettorale del Pci
“L’archivio degli spot politici – spiega il sito internet del progetto – il primo in Italia, rappresenta una testimonianza storica non solo della politica e della comunicazione, ma anche della società e della cultura del nostro Paese. Una raccolta documentata di filmati, slogan, campagne elettorali e referendarie, elezioni politiche, referendum, video messaggi di propaganda elettorale, prodotti da partiti, liste civiche, leader politici, circoli e sezioni di partito, movimenti, associazioni, comitati, arricchiti da descrizione e scenario della storia politica italiana”.
I percorsi più visti: antipolitica, leader, spot d’autore, identità e appartenenza, gente comune. I percorsi previsti dal portale sono in tutto 16.
Spot elettorali – Silvio Berlusconi
“La ricerca di Roma Tre – prosegue il sito dell’archivio – si è concentrata sugli spot politici prodotti in Italia dai partiti e dalle principali associazioni e soggetti politico istituzionali a partire dagli anni Settanta ad oggi, considerandoli un importante documento non solo della politica e della comunicazione, ma anche della società e della cultura del nostro Paese”.
Spot elettorali – Bettino Craxi
Alcuni spot. Alcuni memorabili, altri un pallido ricordo del passato. “L’ottimismo della volontà”, con Bettino Craxi che nel 1983 parla di disoccupazione giovanile. Occhetto nel 1990, c’era ancora il Pci: “Abbiamo capito in tempo che tutto cambia. Ed è tempo che il cittadino torni a scegliere”. L’immagine finale è una falce e martello con il loghetto giallo di Rete 4 in basso a destra. Forza Italia nel 1999 alle Europee: “Ti farai rappresentare dai soliti politicanti o da uno come lui?”. Silvio Berlusconi. “I tuoi ideali, la nostra forza”, Msi, 1987. Bomberino, fiaccole e “Vincerò”, la colonna sonora. Oppure uno spot del Pci del 1984 dedicato a “chi avrà 20 nel 2000. Per un’Europa di pace e lavoro”. Il 2000 è arrivato, ma il partito comunista se ne era già andato da un pezzo.
Uno spot elettorale della Dc
C’è poi uno spot del Pds, erede del Pci e antenato del Pd, del 1992. Andato in onda su canale 5. Il titolo, “Appello operaio” al voto. Era l’anno delle politiche, nel bel mezzo di Tangentopoli e della guerra di mafia che di lì a poco porterà all’uccisione dei giudici Falcone e Borsellino e delle loro scorte. “Se la sinistra si indebolisce – diceva un operaio – chi ci rimette siamo noi, la gente che lavora”.
Ci sono anche i Verdi, antico ricordo, e la Lega del ’99 che fa dire a un camionista: “Voglio meno chiacchiere e più fatti. Voglio cancellare la burocrazia e i privilegi dei potenti di turno. Voglio meno stato e più responsabilità ai sindaci che potrò controllare direttamente”.
Uno spot elettorale della Lega Nord
Dulcis in fundo la Dc, nel 1992. Il suo ultimo anno di vita, dopo oltre 40 anni di governo. Di lì a poco sarebbe andata in frantumi. “No alla disgregazione – il richiamo dello spot -. Sì alle tue speranze e ai tuoi progetti. Sì a un paese forte e unito. Fai vincere il tuo futuro”. Uno spot già in salsa berlusconiana e che, a proposito di futuro, riletto col senno del poi sembra più il manifesto di un nuovo inizio piuttosto che l’epitaffio di un moribondo.
Lo spot per il No all’abrogazione della legge sul divorzio
Infine due spot. Il primo vede l’attore Nino Manfredi protagonista. E’ il 1974 e c’è il referendum sul divorzio. Lo spot è del comitato per il No all’abrogazione della legge. “Perché è favorevole al divorzio?”, domanda un finto cronista. “Perché – rispose Manfredi – io sono per l’indissolubilità del matrimonio riuscito, non del matrimonio fallito”.
Lo spot We are the world for Polverini
Il secondo riguarda invece le regionali del Lazio nel 2010. Quando il Pdl non riuscì a presentare la propria lista perché chi doveva farlo arrivò in ritardo. Pare perché stesse mangiando un panino. Ne venne fuori una parodia di 5 minuti. Divertente. “Sora Cesira, We are the world per Polverini… Non si distrugge la democrazia per due panini”.
Daniele Camilli






