Roma – L’Italia è sempre più arancione. Da oggi, lunedì primo marzo, sono sei le regioni a tingersi di nuovi colori.
Dopo l’ordinanza a firma del ministro della salute Roberto Speranza, scatta la zona arancione per Lombardia, Piemonte e Marche, con nuove regole per contrastare la diffusione del Coronavirus e misure su spostamenti, scuola, ristoranti e bar. Zona rossa, invece per Basilicata e Molise, con restrizioni e divieti più severi. A tirare un sospiro di sollievo è la Sardegna, prima in Italia a passare in fascia bianca, da oggi si andrà verso una progressiva riapertura.
“La curva del contagio sta risalendo in maniera significativa e dobbiamo ancora batterci. Le prossime settimane non saranno facili: è dovere della politica e delle istituzioni dire la verità”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo alla presentazione del Piano nazionale esiti di Agenas. “Dovremo chiedere ancora ai cittadini rigore, rispetto, attenzione alle norme. Questo virus è insidioso e complicato e non lo si batte con le ordinanze o i dpcm. C’è bisogno di sentire il senso di una sfida collettiva”.
Zona gialla. Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto. Ci si può muovere liberamente, nella regione, dalle 5 alle 22. È consentito spostarsi verso una casa privata abitata una volta al giorno, per un massimo di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi, sono esclusi dal conteggio under14 o disabili. Dopo le 22 si può circolare solo per comprovate esigenze. Bar, pasticcerie e ristoranti sono aperti fino alle 18. Poi asporto fino alle 22 per chi ha la cucina e consegna a domicilio sempre. Negozi aperti, centri commerciali chiusi sabato, domenica e festivi. Aperti musei in settimana. Palestre e piscine sono chiuse.
Zona arancione. Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria. In arancio spostamenti consentiti solo all’interno del proprio comune, vietati quelli notturni dalle 22 alle 5. La consumazione in bar e ristoranti è vietata all’interno e nelle vicinanze dei locali. Dalle 5 alle 18 consentito l’asporto. Consegna a domicilio senza limiti di orario. Negozi al dettaglio aperti, centri commerciali chiusi nei weekend, festivi e prefestivi.
Zona rossa. Basilicata, Molise. Ci si può muovere dalle 5 alle 22, con autocertificazione, solo per comprovate esigenze. Rimangono limitazioni dalle 22 alle 5. All’interno del proprio comune, si può andare a casa di altri in due persone, sono esclusi dal conteggio under14 e disabili. Chiusi negozi, tranne alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole, parrucchieri, lavanderie, ferramenta, ottici, fiorai, librerie, cartolerie, informatica, abbigliamento per bambini, giocattoli, profumerie, pompe funebri. Bar e ristoranti sono chiusi: è consentito l’asporto (18 bar, 22 ristoranti) e consegne a domicilio.
Zona bianca. Sardegna. In zona bianca rimangono gli obblighi del distanziamento e delle mascherine, ma non si applicano più le restrizioni previste per le altre zone di rischio. Possono riaprire i luoghi della cultura, i centri sportivi al chiuso e non c’è il coprifuoco dalle 22 alle 5. Ma il governatore Christian Solinas vuole andarci cauto e nella tarda serata di ieri ha firmato un’ordinanza che sarà valida fino al 15 marzo. Ristoranti aperti fino alle 23, bar e pub fino alle 21 e coprifuoco che slitta dalle 22 alle 23.30 fino alle 5 del mattino. Resta vietato stazionare in piazze, lungomare e belvedere come annunciato dallo stesso presidente della regione.
