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Santone accusato di plagiare le seguaci, davanti al giudice “maestro Lino”

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Acquapendente – Giro di boa per la vicenda del “santone” di Acquapendente. E’ accusato di violenza sessuale ai danni di due vittime, maltrattamenti in famiglia e esercizio abusivo della professione di psicologo. Al gup Savina Poli l’ultima parola. 

E’ stata fissata per il prossimo 14 aprile l’udienza preliminare che fa seguito alla richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura della repubblica di Viterbo del “maestro Lino”, al secolo Pasquale Gaeta, il 63enne d’origine napoletana leader della comunità “Qneud” (acronimo di “Questa non è una democrazia”) di Acquapendente. 

L’indagato, nel frattempo, avrebbe rivoluzionato il suo aspetto, tagliando l’imponente barba con cui si è presentato in tribunale nel 2019. 

Secondo la pm Paola Conti, titolare delle indagini scattate nel 2019 dopo la denuncia di Virginia Adamo, la mamma di una 26enne di Monza che sarebbe stata plagiata dal maestro, Gaeta si è reso responsabile di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale ai danni di due ragazze e esercizio abusivo della professione di psicologo. 

La mamma, dopo avere sporto querela ai carabinieri di Montefiascone, temendo che il caso fosse archiviato, ha chiesto aiuto alle Iene, che hanno mandato in onda un video che ha fatto scalpore a livello nazionale in cui si sente una voce maschile dire a una ragazza: “Masturbati e spiegalo forte e chiaro alla mamma che sei la mia puttana”.

La pm Conte, il 23 maggio 2019, ha cristallizzato nell’incidente probatorio la versione della 26enne, la quale ha negato con grande lucidità e senza tentennamenti qualsivoglia influenza da parte del maestro Lino. Motivo per cui è stato ridotto da 300 a 100 metri il divieto di avvicinamento per l’uomo, ma è stata anche disposta sulla giovane, assistita dall’avvocato Vincenzo Dionisi, una perizia psicologica affidata dalla pm alla professoressa Anna Maria Giannini della Sapienza di Roma.

L’avviso di fine indagine gli è stato recapitato a marzo 2020. Fino al 15 febbraio dell’anno scorso è stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla presunta vittima 26enne.  A giugno 2020, dopo il primo lockdown, Gaeta ha chiesto di essere interrogato presso la compagnia carabinieri di Montefiascone, negando ogni addebito, assistito dal difensore Bruno Barbaranelli. A distanza di alcuni mesi, sempre a causa dei rallentamenti dovuti al Covid, è stata fissata per metà aprile l’udienza preliminare che dovrà decidere se si andrà a processo. 


Virginia Adamo

Virginia Adamo


 “Un regista teatrale e un videomaker portavano seguaci al santone” 

Il 30 agosto 2020, Tusciaweb ha pubblicato un’intervista a Virginia Adamo, la cui figlia era una brillante studentessa universitaria a Bologna quando sarebbe incappata nel giro di Gaeta. 

“Tra i suoi ‘seguaci’ – ha spiegato – ci sono anche il regista teatrale e un videomaker, che facevano ‘proselitismo’ e che gli hanno portato anche mia figlia. Hanno anche realizzato un video di un ‘laboratorio esperienzale’, dove Gaeta era stato da loro presentato come lo psicologo. Si stavano creando un giro, un e-commerce. C’era anche una pagina Internet del film, poi sparita ma di cui conservo lo screenshot, in cui lui si presenteva come psicologo laureato presso l’università di Verona e si diceva ‘ludologo’. Poi c’erano la moglie, ‘artista’, il regista, il videomaker e altri due che facevano parte di questo teatro di Bologna con cui lavorava sempre il regista in questione”.


Sergio Caruso

Sergio Caruso


“Strade alternative sessuali-spirituali sono l’anticamera delle sette”

Del caso si è interessato anche il criminologo e psicopedagogista Sergio Caruso, esperto in sette sataniche e dinamiche settarie nonché collaboratore della Favis, la Fondazione famigliari vittime delle sette. “Bisogna diffidare di soggetti che propongono strade alternative – sessuali, aliene, spirituali – perché sono l’anticamera delle sette”, ha detto Caruso la scorsa estate a Tusciaweb .


Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale

Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale


“Non ho schiavizzato né abusato sessualmente di alcuna ragazza della comunità”

Gaeta sostiene che si trattava di uno “psicodramma”. “Una messa in scena, una sceneggiata, la rappresentazione di qualcosa che non c’è”, ha detto, intervistato all’uscita del tribunale, il 23 maggio 2019, dopo l’incidente probatorio. “Pasquale Gaeta, innanzitutto, è un libero cittadino e non fa parte di alcuna ‘setta’, né annovera ‘seguaci’ in quel di Acquapendente o in ogni altro luogo. Lo stesso, dunque, non può essere definito ‘santone’, ‘maestro’ o “guru”, perché tali qualifiche non gli appartengono e perché nessun tribunale ha mai accertato tali sue inesistenti qualità”, ci tenne a precisare a gennaio 2020 l’indagato tramite il difensore Bruno Barbaranelli, alla vigilia della chiusura dell’inchiesta. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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