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Scandalo mascherine in Germania, bufera sul ministro della Salute

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Berlino – Scandalo mascherine in Germania, è bufera sul ministro della Salute tedesco Jens Spahn.


Jens Spahn

Jens Spahn


Stando a quanto scrive il Der Spiegel, sul suo sito online, il ministero da lui diretto avrebbe ordinato oltre mezzo milione di mascherine alla società Burda Gmbh, per la quale lavora Daniel Funke, marito di Spahn, in qualità di capo dell’ufficio di Berlino e di lobbista.

A svelarlo è il settimanale, che cita un documento di cui ha preso visione, inviato dal ministero al Bundestag, il parlamento federale tedesco e che contiene una lista di aziende con la quale il dicastero ha concluso contratti per la fornitura di dispositivi di protezione individuale: nell’elenco figura anche l’invio di 570mila mascherine Ffp2 da parte delal Burda. Secondo il settimanale tedesco, questo rappresenterebbe un conflitto d’interesse per il ministro Spahn.

Lo scandalo, che ha già portato alle dimissioni di alcuni deputati dei conservatori tedeschi dell’Unione Cdu-Csu, rischia ora di travolgere uno dei volti più noti del partito e del governo di Angela Merkel.

Secondo lo Spiegel, l’accordo è stato realizzato senza che sia stato precedentemente effettuato un bando, trattato direttamente tra l’azienda in questione ed il ministero della Sanità; e che non rientra, secondo il settimanale, nel procedimento cosiddetto ‘Open House’ che prevedeva procedure semplificate attraverso le quali il ministero si impegnava, nei mesi di marzo e di aprile dell’anno scorso, “ad acquisire mascherine da tutti i soggetti che rispondessero a determinati criteri”. 

L’obiettivo di Berlino era quello di assicurarsi il maggior numero possibile di mascherine. Ma come osserva lo Spiegel, “l’acquisizione diretta, come nella vicenda di Burda Gmbh, è particolarmente controversa, perché in questi casi – in parte – lo stesso ministro è coinvolto nella trattativa”. La domanda è se questo sia stato il caso di Burda”.  

La società Burda, dal canto suo, ha fatto sapere che il marito del ministro Spahn “non è stato né informato né coinvolto nella transazione”, ma non ha fatto il nome di chi, al posto di Funke, ha trattato e con quali interlocutori nel ministero.

Secondo il settimanale, l’affare delle mascherine è stato realizzato attraverso una ditta di Singapore, con un prezzo di 1,73 dollari a pezzo; la consegna e’ avvenuta il 17 aprile 2020 a Shangai, ed il trasferimento in Germania avvenuto tramite un “ponte aereo” finanziato e organizzato dallo stesso ministero, che per tutta l’operazione avrebbe sborsato un costo complessivo “di almeno 909 mila euro”. 


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