Viterbo – Posto di controllo in località Riello
Viterbo – (sil.co.) – Non c’è due senza tre. E’ entrato nel vivo ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei il terzo processo legato al mondo dello spaccio a carico di una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, un ventenne di Montefiascone, N.V., accusato di spaccio a minori, stavolta per un arresto al capolinea del Riello risalente al 30 maggio 2018.
Una condanna a Terni e un altro processo in corso
E’ lo stesso ventenne che una settimana fa, il 23 febbraio, è stato condannato a tre anni e 2 mesi dal collegio del tribunale di Terni per estorsione aggravata ai danni di un giovane di Orvieto che gli doveva 600 euro per un debito di droga. “Se non mi dai i soldi entro stasera, ti ammazzo”, una delle minacce che gli avrebbe rivolto, con la complicità di due coetanei, un ragazzo di Montefiascone e una ragazza di Bolsena, anche loro arrestati. Per questa vicenda è in carcere dal 14 gennaio 2020.
Due settimane fa, invece, sempre scortato dalla penitenziaria, era ricomparso davanti al collegio viterbese per spaccio, sequestro di persona e violenza privata. Al centro un’altra vicenda di droga e ricatti, ai danni di un 17enne di Montefiascone, per fargli ritirare una denuncia per spaccio, riuscendo infine a trascinarlo al bar del capolinea del Riello, dopo averlo intercettato e obbligato a seguirlo mentre aspettava di entrare a scuola. Si sarebbe trattato di una serie di episodi andati avanti diverse settimane, culminati nell’arresto del primo marzo 2019. Uscito di prigione a ottobre, è tornato dietro le sbarre dopo appena tre mesi per i fatti di Orvieto.
“Al Riello per spacciare ai minorenni”
Il 30 maggio 2018 l’imputato avrebbe ceduto quasi un etto di hashish a una coppia di minorenni, un ragazzo e una ragazza, che, fermati dai carabinieri del Norm, avrebbero fatto il suo nome agli inquirenti.
“Erano circa le 16,40 e la pattuglia lo stava tenendo d’occhio”, ha detto in aula un maresciallo del Norm, spiegando che l’imputato era noto da tempo ai militari. “Una presenza boriosa, assidua, quotidiana, sapevamo che veniva al Riello per spacciare, si aggirava tra i minorenni”, ha sottolineato.
“I militari hanno arrestato una coppia, un ragazzo e una ragazza, diciassettenni, dopo che nello zaino su cui stava seduta la ragazza hanno trovato due panetti di hashish, per un peso di 86 grammi, dai quali, secondo le analisi del Racis, si potevano ricavare 787 dosi“, ha proseguito il maresciallo.
“Minacce e botte al diciassettenne”
“Sentiti coi genitori, prima in caserma e il giorno dopo davanti al gip Paola Manfredonia del tribunale per i minori di Roma, hanno dato indicazioni sul fornitore. Il ragazzo, inoltre, il 24 e il 26 giugno, sempre accompagnato dai familiari, ha sporto denuncia nei confronti di N.V., in quanto lo avrebbe minacciato, presentandosi a lui con un amico e anche telefonicamente, nonché picchiato con una prognosi di 20 giorni“, ha concluso il militare.
Per il ventenne falisco la vicenda è sfociata nel processo in corso davanti al collegio, che riprenderà il prossimo 21 settembre, quando è previsto l’accompagnamento coatto della coppia, chiamata a comparire con la scorta dei carabinieri. Per i due ragazzi, classe 2000 e 2001, nel frattempo, la vicenda è proseguita davanti al tribunale per i minori di Roma. Titolare del fascicolo la pm Maria Teresa Leacche.
