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“Vaccino, da febbraio nessun appuntamento fissato per mia nonna di 94 anni”

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Vaccino anti Coronavirus

Vaccino anti Coronavirus

Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – La mia è una storia, purtroppo, come tante.

Mia nonna, 94 anni, vive a Ronciglione e, nonostante sia una persona quasi indipendente nelle piccole cose quotidiane, seppur con il supporto di diversi aiuti, ha un’invalidità riconosciuta che non le permette di camminare per più di pochi passi.

Per questo motivo, al momento della prenotazione del vaccino anti-Covid, è stata richiesta una prestazione domiciliare. Ma, da febbraio, ancora non le è stato dato un appuntamento.

Ho quindi contattato il servizio domiciliare della Asl di competenza presso l’ospedale di Ronciglione e mi è stato risposto, per più di una volta, che al servizio domiciliare non sono arrivate dosi di vaccino sufficienti.

Partendo dal presupposto che chi richiede un servizio domiciliare si trova in una condizione che se non è di emergenza sanitaria è quantomeno di malattia e difficoltà, trovo allucinanti questi ritardi.

Mi è stato detto, inoltre, che gli ultranovantenni rientrano nella categoria degli ultraottantenni e quindi non godono di alcuna priorità.

E, infine, mi è stato consigliato di portarla direttamente in struttura, perché sarebbe l’unico modo di accelerare i tempi. Divertente se detto da un operatore del servizio “domiciliare”.

Non è una storia eclatante, lo so. E non voglio lo diventi.

Non voglio leggere di nessuna persona anziana o malata che si ammala per non aver ricevuto il vaccino in tempo. Vorrei non leggere storie tristi e di malasanità, ma di aiuto alle categorie più deboli. Storie a lieto fine di professionisti messi in condizione di fare il loro lavoro e di poter aiutare le persone in difficoltà.

Vorrei tornare a trovare mia nonna senza che lei abbia paura di vedermi perché, fortunatamente, continuo a lavorare.
So che non sono la sola, ma questo non mi consola affatto.

Valentina Mattioli


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