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“Alimentaristi, bar, ristoranti, ambulanti e meccanici, le principali vittime dell’usura nella Tuscia”

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Viterbo - Il centro storico

Il centro storico di Viterbo


Viterbo – “Tra il 2018 e il 2020 Sos impresa Lazio nella Tuscia è entrata in contatto con oltre 200 persone. Di queste, 112 sono state prese in carico e assistite. Circa l’80% sono di Viterbo, il resto del litorale. Le vittime sono prevalentemente ditte individuali e piccole imprese commerciali e artigianali. Alimentaristi, ambulanti, meccanici, bar e ristoranti. Soprattutto se travolti dalla crisi”. Sono i dati sull’usura di Confesercenti in provincia di Viterbo. Letti e commentati questa mattina in conferenza stampa dal presidente dell’organizzazione, Vincenzo Peparello, e dal presidente di Sos impresa Lazio, Lino Busà.

“La stragrande maggioranza dei contatti è avvenuta telefonicamente – ha detto Peparello – attraverso il nostro numero verde, ma importanti sono stati i contatti personali, il passaparola e le segnalazioni arrivate dalla Confesercenti”.


Viterbo - Lino Busà di Sos impresa e Vincenzo Peparello di Confesercenti

Viterbo – Lino Busà di Sos impresa e Vincenzo Peparello di Confesercenti


Per quanto attiene poi la provenienza delle persone assistite, “80 – ha proseguito Peparello – sono stati i residenti a Viterbo città, mentre il resto era residente in provincia, con una particolare presenza di imprenditori provenienti dal litorale. Cosa dovuta anche alla circostanza che a Montalto di Castro dal 2010 l’associazione gestisce, in collaborazione con il comune, uno sportello antiusura, ‘L’Amico giusto'”.

Dal punto di vista professionale, un terzo degli assistiti sono commercianti e imprenditori, soprattutto del settore edilizio e agricolo.

Sos impresa Lazio è un’associazione antiracket e antiusura, presente dal 1992 nel territorio laziale. L’associazione ha sostenuto e aiutato decine di imprenditori e cittadini, costituendosi parte civile nei più importanti processi contro la criminalità organizzata nella regione. Tra questi, anche il processo legato all’operazione Erostrato, il blitz della Dda di Roma il 25 gennaio 2019 portò all’arresto di 13 persone.

“Questa operazione – ha commentato Busà – è particolarmente significativa perché ha messo in luce l’esistenza di alcune consorterie, anche nel territorio viterbese, collegate perlopiù alla criminalità calabrese, che per controllare i territori, questi “grandi gruppi”, si fanno supportare dal “piccole mafie” che attraverso pratiche violente ed estorsive nei confronti delle vittime, si prefiggono l’obiettivo di indurre la collettività locale a una condizione di intimidazione e assoggettamento attraverso l’ostentazione di appartenenza a determinate famiglie o clan”. 


Viterbo - Vincenzo Peparello di Confesercenti

Viterbo – Vincenzo Peparello di Confesercenti


“L’usura – prosegue il rapporto – colpisce innanzitutto le ditte individuali, la piccola impresa commerciale e artigianale. La vittima è prevalentemente un alimentarista, un ambulante, un meccanico, mediamente una persona matura, con una età compresa tra i 48 e i 55 anni, che ha sempre svolto questa attività e travolto dalla crisi ha difficoltà a riconvertirsi in un altro lavoro. E quindi fa di tutto per non perdere l’attività di una vita. Anche indebitandosi, per non essere segnalato come cattivo pagatore, per non essere protestato, per evitare un fallimento economico che in questi casi è anche personale. Da qui il rischio di un aumento di ‘suicidi per debiti'”.

“Nel computo degli imprenditori – aggiunge il rapporto – vanno segnalati 6 professionisti, mentre nel settore commercio abbiamo incluso 7 esercenti di bar e ristoranti e un agente di commercio, mentre 4 casalinghe sono state conteggiate nel cluster pensionati. Infine per quanto attiene le richieste di intervento, le vittime di usura rappresentano il 25% del totale, quelle di estorsione il 10%, i soggetti con situazione di forte indebitamento il 70%. Per quanto attiene la voce ‘altro’ si fa riferimento a generiche vessazioni”.

Nel conteggio mancano, come hanno spiegato i rappresentanti di Confesercenti e Sos impresa, “quanti hanno chiesto informazioni generiche o di essere messi in contatto con un confidi o una fondazione antiusura”.


Viterbo - Centro storico

Viterbo – Centro storico


Attenzione particolare anche alle conseguenze dovute a più di un anno di Covid che colpiscono un’economia già attraversata pesantemente dalla crisi iniziata nel 2008. “La crisi economica che aveva attanagliato il paese non era stata archiviata – ha commentato Peparello -. Le famiglie italiane spendevano nel 2019, 17 miliardi di euro in meno rispetto a quanto spendessero nel 2007. Una crisi senza fine che aveva colpito in modo significativo il settore dei trasporti, dei cibi e bevande e quello della moda. Il resto l’aveva fatto un cambiamento nel modo di consumare ed un enorme aumento delle grandi superfici di vendita che avevano penalizzato il commercio tradizionale”.


Viterbo - Lino Busà consegna il premio a Peparello

Viterbo – Lino Busà consegna il premio a Peparello


“Non si sapeva e non si poteva sapere – evidenzia il rapporto Confesercenti-Sos impresa – che dietro l’angolo si aggirava una infezione pandemica che avrebbe inferto un colpo devastante in un comparto che ha fatica stava riprendendosi dalla crisi del 2007, condizionando pesantemente  la vita ed il lavoro di miliardi di persone e milioni di italiani. Oggi tutto è più incerto. Le imprese, all’improvviso, hanno dovuto affrontare la peggiore crisi economica dal dopoguerra. Tante si sono dovute riorganizzare. Tantissime altre sono state costrette a lunghi periodi di inattività, molte hanno chiuso i battenti”. 


Viterbo - Lino Busà di Sos impresa

Viterbo – Lino Busà di Sos impresa


Una “catastrofe economica – come la definiscono Confesercenti e Sos impresa – che ha accentuato il rischio di infiltrazione nell’economia legale, da parte di organizzazioni criminali che da tempo hanno mutato il loro modus operandi. Questo rischio è particolarmente elevato in quei territori ove questo processo di infiltrazione non è del tutto consolidato. Abbiamo segnalato, come Sos impresa, sin dal mese di aprile 2020 il tentativo di rilevare  imprese in crisi, un tentativo esteso su tutto il territorio nazionale. Da allora monitoriamo questi fenomeni che si concretizzano soprattutto attraverso il canale usuraio e l’inasprimento dei fenomeni estorsivi finalizzati all’esproprio delle attività, con particolare attenzione alle imprese ed ai settori con un alto valore di avviamento commerciale”. 

A fine conferenza, Sos impresa ha premiato Peparello per l’impegno sul territorio e l’assistenza a sostegno dell’associazione che tutela le vittime di usura.

Daniele Camilli


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