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Cancellate in via definitiva le condanne di Lula, ora può sfidare Bolsonaro

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Luiz Inácio Lula da Silva

Luiz Inácio Lula da Silva


Brasilia – Cancellate in via definitiva le condanne di Lula, ora può sfidare Bolsonaro. 

La sessione plenaria della corte suprema brasiliana ha raggiunto la maggioranza e ha confermato la decisione del giudice supremo Edson Fachin che l’7 marzo aveva annullato le condanne inflitte all’ex presidente Luiz Inacio da Silva, nell’ambito dell’inchiesta per corruzione Lava Jato. Lula quindi eleggibile e potrà candidarsi alle presidenziali del 2022. 

La seconda sezione della corte suprema aveva già sentenziato che il giudice Sergio Moro ha mantenuto un comportamento “non imparziale” nei confronti dell’ex presidente di sinistra. 

Un sondaggio pubblicato ieri indica Lula come vincente col 52% contro il 34% in un ipotetico ballottaggio contro l’attuale presidente di estrema destra Jair Bolsonaro.

Luiz Inácio Lula da Silva, nato Luiz Inácio da Silva, soprannominato Lula è stato il trentacinquesimo presidente della repubblica federale del Brasile.

Il 4 marzo 2016 è stato fermato e interrogato per tre ore nell’ambito di un’inchiesta sui rapporti di Petrobras. Lula ha respinto le accuse di corruzione. A giudizio dopo un anno, Lula è stato ritenuto colpevole di aver accettato tangenti del valore di 3,7 milioni di reais (1,2 milioni di dollari), venendo condannato il 12 luglio 2017 dal giudice Sérgio Moro, in primo grado, a nove anni e mezzo di prigione, ma rimanendo libero in attesa dell’appello. In secondo grado la pena è stata aumentata a 12 anni e la corte suprema ha respinto il suo appello contro la provvisoria esecutività della sentenza.

Dal 7 aprile 2018 all’8 novembre 2019 è stato detenuto a Curitiba, scontando la pena a 12 anni e un mese per corruzione e riciclaggio. In stato di detenzione per una condanna penale, sia pure non ancora definitiva, gli è stato impedito di partecipare alla vita pubblica per tutta la durata della pena.

L’8 novembre 2019 è stato rilasciato dopo 580 giorni di prigionia. La decisione della Corte suprema, che lo riguarda, ha determinato che gli imputati di cui ancora non è stata accertata la colpevolezza possono rimanere in libertà fino alla decisione definitiva. Il 7 marzo 2021 è stato prosciolto da ogni accusa dal tribunale Supremo Federale del Brasile, tornando quindi eleggibile e riacquisendo i suoi diritti politici.

Ora arriva la conferma della sessione plenaria della corte suprema.


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