Luciano Scibilia, il materiale sequestrato dalla polizia nel 2008
Monterosi – Superlatitante postava su Facebook le foto dei delfini. Catturato a Santo Domingo l’orco di Monterosi.
E’ Luciano Scibilia, l’ex bidello 74enne di Sutri, originario di Latina, arrestato dalla squadra mobile di Viterbo nel 2008 a Monterosi con l’accusa di violenza sessuale su sette adolescenti, una appena 13enne all’epoca dei fatti, avvenuti tra il 2002 e il 2007, adescate spacciandosi per pranoterapeuta. Due delle vittime erano le figlie della compagna. La più grande doveva compiere 16 anni.
Diventata definitiva la condanna a sette anni e mezzo in primo grado nel maggio 2012, l’uomo si è reso irreperibile, entrando nella lista dei 19 sex offender più pericolosi e ricercati del mondo. Avendo già scontato parte della sua pena in carcere dopo l’arresto di 13 anni fa, dovrebbe scontare ancora 5 anni e 2 mesi.
Luciano Scibilia, screenshot dal video della cattura a Samanà
A Santo Domingo si era rifatto una vita con una donna del, posto, madre di quattro figli, un bambino e tre bambine. L’Europol lo ha catturato seguendo la pensione, che si faceva ritirare in Italia da una donna di Roma. Estradato in Italia, è stato arrestato lunedì al suo sbarco all’aeroporto milanese di Malpensa.
Gli agenti del commissariato Tuscolano insieme ai detective del servizio per la cooperazione internazionale di polizia lo hanno ammanettato venerdì 16 aprile a Samanà, una località turistica 200 chilometri a nord di Santo Domingo.
Era segnalato sul sito eumostwanted.eu, Most Wanted Fugitives, e da Enfast (European Network of Fugitive Active Search Teams – Rete Europea delle Unità di Ricerche Attive Latitanti), ed era l’unico italiano nella lista dell’Europol dei “predatori sessuali” maggiormente ricercati a livello internazionale.
Quando l’Interpol domenicana e l’esperto italiano della sicurezza si sono presentati nella sua villa sul mare per arrestarlo, ci sono stati momenti di tensione con il vicinato, scesa in strada per difendere quell’uomo diventato ormai uno di loro.
Colto di sorpresa lo storico difensore, l’avvocato Giosuè Bruno Naso: “Abbiamo saputo delle cattura, e anche dell’inserimento nella lista, dalla stampa. Non ho ancora sentito il mio assistito, vedremo di capire meglio quale sarà il prosieguo nei prossimi giorni”. Titolare dell’inchiesta della procura della repubblica di Viterbo il pm Fabrizio Tucci, attualmente alla Dda di Roma.
Il 2 maggio 2012 Scibilia è stato condannato in primo grado a sette anni e mezzo di reclusione e una provvisionale di 190mila euro da ripartire tra le vittime – per violenza sessuale, violenza privata e maltrattamenti in famiglia – con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato, nel corso di un’udienza celebrata a porte chiuse davanti al gup Salvatore Fanti del tribunale di Viterbo.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il pranoterapeuta avrebbe adescato le vittime con la scusa dei suoi poteri magici, che gli avrebbero permesso di farle diventare più alte, magre e belle. Bastava sottoporsi ai suoi massaggi che, per la pubblica accusa, erano squallidi pretesti per allungare le mani sulle sette ragazzine.
Luciano Scibilia, screenshot dal video dell’arresto
Gli abusi sarebbero avvenuti nello studio del sedicente pranoterapeuta, sul lettino in cui faceva sdraiare le giovani vittime. A volte si sarebbe limitato a palpeggiarle nelle parti intime. In altre occasioni, invece, si sarebbe spinto a richieste di sesso orale, sodomizzazioni e rapporti sessuali completi. Nonostante le ragazze lo implorassero di smettere.
Quanto alle altre accuse di violenza privata e maltrattamenti in famiglia, la prima riguarderebbe le minacce alla figlia maggiore della sua convivente. Avrebbe ucciso tutta la sua famiglia, se avesse rivelato le violenze. La seconda è riferita, invece, ai modi autoritari con cui l’uomo si sarebbe rivolto tanto alla ex, quanto alle figlie.
Silvana Cortignani
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