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“Il comune ha dichiarato l’emergenza climatica e ambientale per tutto il territorio”

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Viterbo – Il comune di Viterbo ha dichiarato l’emergenza climatica e preso posizione contro il governo Draghi. Nero su bianco. Durante l’ultimo consiglio di una settimana fa. A presentare la mozione, “dello stato di emergenza climatica e ambientale”, il gruppo consiliare di Viterbo 2020. A proporla in aula, il consigliere Alfonso Antoniozzi. Ad approvarla, all’unanimità, tutto il consiglio di palazzo dei priori.


Alfonso Antoniozzi e Chiara Frontini

I consiglieri comunali di Viterbo 2020 Alfonso Antoniozzi e Chiara Frontini


“Con il presente atto – sta scritto nella mozione, presentata da Viterbo 2020 un anno e mezzo fa – si impegnano sindaco e giunta a dichiarare l’emergenza climatica per il proprio territorio, in termini di persistente violazione del diritto umano al clima dei propri cittadini, come lesione presente e futura della loro salute e della salubrità del loro ambiente, a causa della volontà incostituzionale del Governo di non impedire nuove opere fossili e climalteranti”.

Una mozione di 7 pagine, accompagnata da tutto un pezzo di giurisprudenza su mutamenti e clima, che impegna sindaco e giunta a “decidere di effettuare immediatamente tagli ambiziosi alle emissioni di CO2”, ad “escludere in tutte le sedi l’opzione nucleare”, “a riqualificare i lavoratori attualmente impegnati in settori incompatibili con la transizione’ e “a coinvolgere attivamente cittadini e associazioni nel processo di individuazione delle criticità ambientali locali, e di pianificazione, attuazione e supervisione della transizione, attraverso tavoli di confronto e di dibattito pubblico”.

Tra gli altri impegni di sindaco e giunta, anche il dovere di “riconoscere lesiva del diritto umano al clima qualsiasi iniziativa, pubblica o privata, che ostacoli in qualsiasi modo l’abbandono definitivo della produzione e del consumo energetico fossile”, così come “ad assumere tutte le iniziative cittadine di rivendicazione del diritto umano al clima” e “ad invitare il governo a riformulare tutti i propri programmi di politica energetica e ambientale in funzione della prioritaria tutela del diritto umano al clima”.


Viterbo - Palazzo dei Priori

Viterbo – Palazzo dei Priori


“La dichiarazione di urgenza climatica sul territorio – spiega Antoniozzi – fa seguito a una serie di dichiarazioni approvate già da comuni come Firenze, Ravenna, Bari, Parma, Genova. Con l’approvazione della mozione il consiglio comunale riconosce innanzitutto l’esistenza del problema, vale a dire l’emergenza climatica. Dopodiché dice anche che il comune farà tutto ciò che è in suo potere per risolverla. Da qui in avanti ci si aspetta che, in ottemperanza all’ordine del giorno approvato in consiglio, il comune dovrà improntare le sue scelte a criteri di ecosostenibilità. Partendo dal piccolo. Ad esempio dai cestini per i rifiuti differenziati in strada. Fino a far diventare tutti gli autobus Francigena completamente green”.


Viterbo - Consiglio comunale

Viterbo – Consiglio comunale


Una mozione, quella approvata dal consiglio comunale di Viterbo, che cade a sua volta in un contesto più ampio. Nazionale, con l’Europa che chiede all’Italia di modificare il proprio piano energetico nazionale approvato nel 2019 ma in contrasto con quello dell’Unione Europea che è invece dell’anno successivo. Il primo permette ancora gli investimenti in turbogas, il secondo punta invece tutto sulle rinnovabili, in particolar modo sull’idrogeno. Con l’approvazione della mozione, il comune di Viterbo ha scelto di fatto la posizione dell’Ue che è la stessa di sindacati e comitati che, ben più vicino rispetto a Bruxelles, a Civitavecchia, con il sostegno del comune del sindaco Ernesto Tedesco, si stanno battendo contro Enel per impedire la trasformazione a turbogas della centrale della città. Una lotta nei confronti della quale, a questo punto, dopo l’approvazione della mozione, il comune di Viterbo dovrebbe quanto meno esprimere la propria solidarietà.

“Fino ad oggi – sottolinea il consigliere Antoniozzi – il comune poteva chiudere un occhio sul fatto che certe scelte non fossero pienamente ecosostenibili, con l’approvazione della mozione non può fare a meno di fare scelte ecosostenibili. Altrimenti andrebbe a sbattere contro l’ordine del giorno votato all’unanimità dal consiglio. E’ una decisione del consiglio, e le decisioni del consiglio sono le decisioni della città”.

Daniele Camilli


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