Sport – Nel corso della giornata la politica italiana si è schierata contro la SuperLega, una nuova competizione europea la cui nascita è stata annunciata nella notte da 12 potenti club europei tra cui Milan, Juventus, e Inter. Adesso anche il governo prende posizione, e lo fa esprimendo la propria contrarietà al progetto.
Mario Draghi
Il presidente del consiglio Mario Draghi è intervenuto nella vicenda con una nota: “Il Governo segue con attenzione il dibattito intorno al progetto della Superlega calcio e sostiene con determinazione le posizioni delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport”.
Secondo quanto si sa finora sul funzionamento della SuperLega, a prendervi parte saranno 20 club europei, 15 fondatori (anche se al momento se ne conoscono solo 12) e altri 5 selezionati sulla base dei risultati della stagione precedente nelle classiche competizioni calcistiche. I dodici club che nella notte hanno annunciato la nascita della SuperLega sono Milan, Arsenal, Atletico Madrid, Chelsea, Barcelona, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham Hotspur. In quanto fondatori della competizione, a questi club sarà sempre garantita la partecipazione alla competizione a prescindere dai loro rendimenti in campo.
Le 20 squadre saranno divise in due gironi da dieci, giocando sia in casa che in trasferta. Le prime tre classificate di ogni girone si qualificheranno automaticamente per i quarti di finale, mentre le quarte e quinte classificate sii affronteranno in una sfida andata e ritorno per i due restanti posti disponibili. La fase finale avverrà eliminazione diretta, con partite sia in casa che in trasferta, con la finale a gara unica. L’intento dei fondatori della SuperLega è quello di disputare i match nei giorni infrasettimanali, in modo da poter continuare a partecipare ai rispettivi campionati nazionali.
Ma su quest’ultimo punto, in particolare, è scontro. La Uefa, l’ente che regola il calcio europeo, ha minacciato le 12 società di espellerle dai tornei nazionali e dalle coppe che gestisce. Non solo. La Uefa sta paventando la possibilità di vietare ai calciatori di quelle squadre di giocare con le Nazioni e di citare in giudizio per 50-60 miliardi di euro i club ribelli. Anche la Fifa ha espresso in modo netto “la sua disapprovazione per una lega separatista europea chiusa”. “Qualsiasi competizione calcistica, nazionale, regionale o globale, dovrebbe sempre riflettere i principi fondamentali di solidarietà, inclusività, integrità ed equa ridistribuzione finanziaria”, scrive la Fifa in una nota, che la Superlega “non rispetta”.
