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A giudizio per violenza sessuale il “santone”

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Il santone Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale

Il “santone” Pasquale Gaeta, alias maestro Lino, in tribunale


Acquapendente – A giudizio il “santone”, Pasquale Gaeta detto maestro Lino, parte civile la mamma che lo ha denunciato ma non la figlia. “Questo personaggio va castigato, è un criminale”, il commento a caldo di Virgina Adamo al termine dell’udienza preliminare. Sarà processato il leader della comunità Qneud di Acquapendente. Contro l’imputato, che dovrà comparire il 12 gennaio 2022 davanti al collegio, si sono costituite parte civile una soltanto delle due ragazze della comunità Qneud, secondo l’accusa vittime di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, e Virginia Melissa Adamo.

Virginia è la mamma della 26enne che, con la sua denuncia ai carabinieri della compagnia di Montefiascone, ha fatto scattare l’inchiesta della procura della repubblica di Viterbo. Non ci sarà invece la figlia che, nonostante figuri come parte offesa, dopo avere negato gli abusi durante l’incidente probatorio del 23 maggio 2019, ha anche rinunciato ad essere difesa. 

Contro la costituzione di parte civile della madre, assistita dal legale Vincenzo Dionisi, si è battuto il difensore dell’imputato, avvocato Bruno Barbaranelli.

“La richiesta è stata accolta per il danno da relazione, ovvero il fatto che a causa delle manipolazioni da parte dell’imputato, la figlia ha rotto il rapporto con la madre che non esiste più”, spiega Dionisi.

In aula anche il consulente di parte civile Sergio Caruso, il criminologo esperto di dinamiche settarie che fin dall’inizio ha seguito il caso. E’ invece assistita dall’avvocato Claudio Benenati del foro di Bologna l’altra vittima.

Cosa direbbe alla figlia se volesse ascoltarla? Risponde Virginia:”Le direi semplicemente di riflettere. Riflettere su tutta la sua vicenda. Riflettere su questo fantomatico percorso. Riflettere su quella che è la sua vita oggi. Le direi di interrogarsi su quello che non sta portando a termine e che tre anni fa avrebbe voluto portare a termine, di riflettere sul perché è stato interrotto”. 



Pasquale Gaeta, il 63enne d’origine napoletana che circa tre anni fa ha fondato “Questa non è una democrazia” in una palazzina a due piani del capoluogo dell’alta Tuscia, è stato rinviato a giudizio ieri mattina dal gup Savina Poli, su richiesta del pubblico ministero Paola Conti, che ha chiuso l’inchiesta contestando all’imputato, oltre ai maltrattamenti e alla violenza sessuale su due “adepte”, anche l’esercizio abusivo della professione di psicologo. In tribunale “maestro Lino” non si è visto, c’era solo il difensore Barbaranelli. 

Ha gli occhi tristi ma è battagliera Virginia Adami. “Da parte mia c’è la frustrazione di una madre che ha perso una figlia, con cui si è interrotto ogni contatto”.

“Quello che mi auguro – dice – è che si possa rendere giustizia a tutte le vittime di manipolazione perché oggi purtroppo, con il quadro normativo del reato di plagio, questi delinquenti crescono a macchia d’olio e aumentano sempre di più le vittime”.


Virginia Melissa Adamo

Virginia Melissa Adamo


Parla di criminali dell’anima il professor Caruso: “Oggi vince il coraggio di una mamma, di una donna da sola contro tutti, contro anche un sistema legislativo che purtroppo non riconosce il reato di plagio. Se siamo qui oggi è soprattutto grazie a Virginia Adamo, che non ha mai smesso di lottare per la figlia”. E aggiunge: “Vorrei dare un messaggio e cioè che le dinamiche delle manipolazioni delle psico-sette sono un problema reale e ognuno di noi deve contribuire a prevenire e ad arginare questo terribile fenomeno, per fare in modo che non ci siano altre ragazze sfruttate, abusate, da criminali dell’anima”. 

Dall’inchiesta è scaturito un poderoso fascicolo di 2500 pagine, suddiviso in tre faldoni, partito su input della documentazione e delle registrazioni effettuate da Virginia Adamo, che hanno poi trovato riscontro investigativo nel corso delle successive indagini. 

Soddisfatto dell’accoglimento della richiesta di costituzione della mamma come parte civile l’avvocato Dionisi: “Questo processo aveva avuto un primo step negativo, con una richiesta di archiviazione, invece grazie all’insistenza della mamma ha ripreso vita e ci ha permesso oggi di giungere al rinvio a giudizio a carico di Pasquale Gaeta. Quello che chiediamo è che venga reintrodotto il reato di plagio, per non avere più altre ragazze in questa situazione. Questi personaggi sono ladri di futuro”. 

Silvana Cortignani


Virginia Adamo, Vincenzo Dionisi, Sergio Caruso

Virginia Adamo, Vincenzo Dionisi, Sergio Caruso


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