Roma – Inizierà oggi con la cabina di regia il percorso che porterà alla stesura del nuovo decreto anti-Covid di maggio a firma del premier Mario Draghi. Un percorso che sarà fatto di incontri, mediazioni e soprattutto di dati alla mano. Quelli dei contagi, dei posti letto occupati negli ospedali italiani e degli indici di contagiosità e incidenza.
Covid – I tavoli di un ristorante
Le Regioni, che ieri hanno presentato una bozza di linee guida per la riapertura in sicurezza di tutte le attività costrette per mesi a stare ferme, premono affinché la ripartenza del paese avvenga prima possibile. La Conferenza guidata dal leghista Massimiliano Fedriga ha presentato un documento fortemente aperturista, che punta a far ripartire i ristoranti a pranzo e a cena, le palestre, le piscine e gli spettacoli anche nelle zone ad alto rischio. Come? Grazie a “un rigido sistema di distanze interpersonali e incentivando le attività all’aperto”, ha spiegato Fedriga. Toccherà oggi al Cts valutare se le proposte sono compatibili con la velocità e la forza delle varianti.
Le parole d’ordine per il presidente del consiglio sono, però, “prudenza” e “gradualità”.
Il cambio di passo potrebbe avvenire già subito dopo il primo maggio, Festa dei lavoratori, che con ogni probabilità il paese intero passerà in zona rossa. Dopo quella data potrebbe scattare la novità più attesa: il ritorno delle zone gialle, che il precedente decreto aveva congelato. L’inizio del mese di maggio, dunque, segnerà un cambio di fase dopo mesi di restrizioni severe.
Altre date cruciali saranno il 23 e il 26 aprile prossimi. Il 23 aprile sarà analizzato l’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità per controllare che la curva epidemiologica sia effettivamente in discesa e il 26 aprile sarà scritto il provvedimento che entra in vigore il 1° maggio.
Tra le ipotesi suggerite al governo anche dal Comitato tecnico scientifico c’è quella di cominciare con la riapertura dei ristoranti a pranzo in fascia gialla e dei bar che hanno la possibilità di far sedere i clienti al tavolo. Rimane la regola delle 4 persone per tavolo se non si tratta di conviventi. E la raccomandazione, quando possibile, a privilegiare le aree all’aperto. Subito dopo si potrà procedere con i bar e con le aperture serali, ma sempre nelle regioni che si trovano in fascia gialla. In questo momento viene infatti ritenuto un azzardo riaprire i locali nelle zone arancioni e ancor di più in quelle rosse, perché si determina uno spostamento eccessivo di persone e quindi una circolazione del virus.
La bozza delle linee guida delle Regioni al governo: Ristoranti aperti anche a cena e al cinema con il tampone
