Roma – Riapertura delle scuole, la protesta delle regioni: “Prima risolviamo il nodo dei trasporti”.
A partire dal 26 aprile nelle zone gialle e arancioni la didattica sarà in presenza al 100%. È quanto previsto dal nuovo decreto, annunciato negli scorsi giorni dal premier Draghi, che consentirà agli studenti di tornare sui banchi per affrontare l’ultimo mese di scuola. Saranno circa 10 milioni gli alunni che il 26 aprile saranno in presenza.
Non è stato unanime il consenso. Le regioni, i sindacati e alcune associazioni di presidi e insegnanti hanno ribadito che tornare completamente in presenza e abolire la didattica a distanza adesso sarebbe impensabile. Il problema principale che denunciano è ancora l’inadeguatezza del sistema dei trasporti, inconciliabile con un ritorno al 100% in aula. “Soltanto per il Veneto – ha detto il presidente della regione Luca Zaia -, ne servirebbero mille in più”.
Scuola – Una classe
Un’altra richiesta che avanzano le regioni è quella di completare la campagna vaccinale del personale scolastico prima di rientrare tutti in classe. Avanza l’ipotesi, lanciata dal Cts, di effettuare test salivari ogni settimana per tutti gli studenti, in modo da poter individuare tempestivamente eventuali positivi.
Si terrà oggi una riunione tra il governo e le regioni a cui parteciperanno anche le aziende del trasporto pubblico locale. Regioni e sindacati chiederanno deroghe per speciali casi territoriali, logistici o sanitari. “Magari troveremo una soluzione modulando le percentuali delle presenze in aula” ha spiegato il presidente della conferenza delle regioni, Massimiliano Fedriga.
