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“Montalto di Castro e la Tuscia non vogliono questo deposito”

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Il centro storico di Montalto di Castro

Il centro storico di Montalto di Castro

Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Una volta si citava l’antico adagio per il quale la “toppa è peggio del buco” oppure, ricordando il Vangelo, si diceva “la mano destra non sappia quello che fa la sinistra”. Oggi dovremmo dire che la Sogin 1 non sa quello che fa (o dice) la Sogin 2.

Infatti dopo che l’ad della Sogin Emanuele Fontani, appena l’altro ieri, aveva continuato a dire, come un disco rotto, che il Lazio è “il posto sicuramente più interessante” per il deposito nazionale delle scorie radioattive, ieri abbiamo appreso che  la stessa azienda di cui Fontani è il capo, corre ai ripari e cerca di correggere il tiro rispetto a quanto frettolosamente ed inappropriatamente dichiarato dall’amministratore delegato, affermando che le dichiarazioni di Fontani erano del tutto esemplificative (?), cercando di mettere una toppa che pone ancor più in risalto la confusione nella quale sta operando la società pubblica, nella quale evidentemente non c’è comunicazione interna.

Constatiamo però che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ancora non risulta chiaro alla Sogin, che Montalto e la Tuscia non vogliono questo deposito? Non ci stancheremo mai di ricordare la vocazione agricola e turistica della Tuscia, le nostre ricchezze storiche ed archeologiche, i nostri prodotti agricoli ed agroalimentari di qualità, le servitù che Montalto ha già sopportato.

Perfino l’assessore regionale alla Transizione ecologica, finora silente ed addormentata, ha avuto un sussulto di orgoglio ed ha fatto un comunicato stampa per dire, finalmente, che il deposito delle scorie nel viterbese “è un’ipotesi senza senso”. Anche in questo caso sarebbe necessario capire però se il Presidente della Regione sa quello che dice il suo Assessore visto il fragoroso silenzio di Zingaretti e il suo immobilismo rispetto a quanto, invece, sta facendo la regione Piemonte che ha già organizzato diverse riunioni con la Sogin, gli enti locali e le associazioni presenti nei territori.

A Montalto è già attivo un coordinamento di associazioni che si sta battendo per impedire la realizzazione di questo ennesimo mostro e che in questi giorni sta preparando l’uscita di un manifesto comune per dire no al deposito delle scorie e sta lavorando all’organizzazione di iniziative pubbliche (Covid permettendo) per sensibilizzare la cittadinanza e gli organi di stampa su questo problema.

Ci auguriamo per il bene delle generazioni future, che tutti gli enti locali e la popolazione di Montalto e Pescia si adoperino, insieme a noi, per evitare l’ennesimo scempio ai danni della Maremma, affinchè questa terra non torni ad essere amara ma continui ad essere vivace e rigogliosa così come tutta l’Italia la conosce.

Montalto e Pescia legate insieme Aps


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