Un’auto dei carabinieri
Genova – Muore dopo un intervento di asportazione di un neo, arrestati il dirigente medico di chirurgia generale di un ospedale bresciano e la guida spirituale di un centro olistico. Entrambi sono accusati di omicidio volontario con dolo eventuale, violenza sessuale e circonvenzione di incapaci. La ragazza avrebbe subito l’operazione nell’agriturismo gestito dal “santone” senza i dovuti accertamenti istologici. Mesi dopo sarebbe morta all’ospedale San Martino di Genova per le metastasi che aveva sviluppato.
Stando quanto raccontato dai genitori della vittima, la giovane sarebbe stata operata sul tavolo di cucina del centro e senza anestesia, inserendo l”evento in un presunto processo di “purificazione spirituale”. Nel corso dei mesi successivi, la donna, in preda a dolori lancinanti sarebbe stata continuamente rassicurata dagli indagati circa la sua “sicura guarigione” e, secondo gli inquirenti, privata di qualsiasi adeguato trattamento medico che invece sarebbe stato necessario.
Alla comparsa dei dolori e del primo linfonodo “i due avrebbero omesso di indirizzarla verso specifiche cure mediche”, tranquillizzandola sulla sua guarigione, scrive l’Ansa. Quando è comparso il secondo linfonodo “le hanno detto che era segno della risoluzione del conflitto” e che “stava drenando la parte tossica”. Le condizioni della donna sono rapidamente peggiorate tanto che su richiesta dei familiari è stata trasferita all’ospedale di Lavagna il 1 ottobre 2020 dove i medici hanno diagnosticato “diffuse metastasi” prima di indirizzarla al San Martino di Genova. Qui la donna è morta il 9 ottobre 2020.
Insieme al dirigente medico e alla guida spirituale arrestati dai carabinieri di Genova, risulterebbe indagata anche una psicologa del centro olistico per concorso in violenza sessuale e circonvenzione di incapace. Il centro sarebbe già stato nel mirino degli investigatori per la denuncia dei familiari di un’altra giovane.
