Roma – Il governo comincerà oggi a verificare le condizioni per il conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’università di Bologna da oltre un anno in prigione al Cairo.
Patrick Zaki
Lo comunica il sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova, intervistato da Rai News.
Quella di Patrick Zaki “segue la vicenda tragica di Regeni e quindi un’attenzione dall’Italia è doverosa. L’ ordine del giorno del parlamento ha impegnato il governo, che del resto si era espresso favorevolmente allo stesso ordine del giorno”, ha affermato il sottosegretario.
Nei mesi scorsi molti settori della società politica e civile italiana si erano espressi a favore del conferimento della cittadinanza italiana allo studente egiziano, con una grande mobilitazione in tutto il paese e petizioni online. L’obiettivo è fare in modo che lo stato, conferendo la cittadinanza a Zaki, abbia un maggiore e più incisivo margine di manovra per ottenere il rilascio del ragazzo.
Il 29enne Patrick Zaki si trova in carcere da più di un anno. Lo studente è stato arrestato il 7 febbraio dello scorso anno, appena atterrato all’aeroporto del Cairo. Voleva tornare nella sua città natale, Mansura, per trascorrere una breve vacanza insieme ai genitori approfittando della pausa accademica. Zaki, però, non è mai arrivato a casa.
Il giorno successivo lo studente era Mansura, ma in stato d’arresto. Le accuse mosse contro di lui sono minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo. Le accuse si basano su dieci post pubblicati da una pagina Facebook che la magistratura egiziana attribuisce al 29enne, ma che la difesa invece ha fin dal primo momento considerato falsi. Secondo le denunce di attivisti e legali, Patrick Zaki è stato anche torturato durante un interrogatorio.
