Il tribunale
Viterbo – (sil.co.) – Picchia e minaccia i figlioletti di 6 e 3 anni anche tramite alcuni bastoni di legno usati per il caminetto, il gip Francesco Rigato ha disposto il giudizio immediato per un 31enne d’origine dominicana la cui famiglia è stata messa in salvo dal centro antiviolenza Penelope.
A chiedere il “processo subito”, lo scorso 7 dicembre, è stata la pm Paola Conti, al termine di indagini lampo scattate il precedente 6 novembre e condotte nel giro di un mese dalla squadra mobile.
Parti civili i due bambini e la moglie dell’imputato, una connazionale di 32 anni, anche lei presa a bastonate nonché costretta con la violenza a rapporti sessuali contro la sua volontà.
Le vittime sono assistite dall’avvocata Dominga Martines del centro antiviolenza Penelope. Il processo si è aperto ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei.
L’imputato, accusato di maltrattamenti aggravati in famiglia, lesioni aggravate e violenza sessuale aggravata dal vincolo parentale sulla compagna, è difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia.
L’avvocato di parte civile Dominga Martines
Soprusi e vessazioni sarebbero andati avanti dal 2017 al 6 novembre 2020, quando nell’abitazione della coppia è intervenuta la squadra mobile, che ha condotto le indagini coordinate per la procura dalla pm Conti.
E’ stato quindi disposto l’allontanamento del 31enne dalla casa familiare, seguito tre mesi fa dall’aggravamento della misura con la misura di custodia cautelare in carcere, da dove ieri l’imputato è stato tradotto in tribunale dalla polizia penitenziaria.
“Stai zitta, cagna maledetta”, sarebbero stati gli insulti abituali nei confronti della moglie. L’avrebbe inoltre presa per il collo e per i capelli, obbligandola a pratiche sessuali contro la sua volontà. E coperta di lividi sul collo e sulle gambe prendendola a bastonate.
Avrebbe inoltre minacciato e picchiato i figli in tenera età, motivo per cui, una volta attivato il codice rosso, il tribunale per i inori di Roma ha disposto per il padre la sospensione della potestà genitoriale. Provvedimento acquisito nel fascicolo del processo, ieri in sede di ammissione prove, su richiesta dell’avvocato di parte civile Martines.
Il difensore Gorziglia ha chiesto per l’imputato gli arresti domiciliari rafforzati dal braccialetto a casa della madre in Umbria, contro i quali non si è opposta la pm Conti. Si è invece riservato il tribunale, che ha fissato al prossimo 20 luglio la prima udienza dedicata all’ascolto dei testimoni.
L’avvocato Domenico Gorziglia


