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Troppo piccola la roulotte per lui e la moglie, giostraio scappa dai domiciliari

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Viterbo – (sil.co.) – Costretto a scappare dalla roulotte dove vive con la moglie e dalla casa del padre dove ha cercato rifugio, finisce due volte a processo per evasione dagli arresti domiciliari e due volte viene assolto.

L’ultima ieri mattina dal giudice Giacomo Autizi, che ha preso atto della testimonianza di un agente della qeustura e delle spiegazioni fornite dal difensore Domenico Gorziglia. La volta precedente era stato il giudice Elisabetta Massini.


Carabinieri e polizia - Immagine di repertorio

Carabinieri e polizia – Immagine di repertorio


Le due “evasioni” si sarebbero sovrapposte nel giro di pochi giorni.

Troppo duri i domiciliari all’interno degli stessi spazi angusti di una roulotte con la moglie, l’imputato, che fa il giostraio, ha telefonato alla polizia per dire che la convivenza era diventata insostenibile e che se ne sarebbe andato dal padre. Peccato che nel giro di pochi giorni abbia bisticciato anche col genitore, telefonando ai carabinieri per dire che se ne sarebbe andato anche da casa sua. 

Il giudice Massini, qualche settimana fa, lo ha assolto dall’accusa di evasione per la “fuga” dalla casa del padre. Ieri è toccato a Autizi, che ha dichiarato l’imputato non punibile per la “fuga” dalla roulotte dove viveva con la moglie per la particolare tenuità del fatto. 


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