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Preside diffamata su Facebook, mamma e cinque amiche condannate

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Viterbo – (sil.co.) – “Manderei la preside a sturare le fogne”, la dirigente rifiuta le scuse e 1500 euro di risarcimento e una mamma e cinque amiche vengono condannate a 400 euro di multa ciascuna e 2mila euro complessivi di risarcimento per diffamazione aggravata su Facebook.

Al centro della vicenda un paio d’occhiali da vista lasciati da un bambino ipovedente a scuola, per recuperare i quali, nell’immediatezza, la preside avrebbe rifiutato di dare le chiavi ai pompieri interpellati dalla madre. Era il 18 gennaio 2017, giorno in cui, alle 10,25 del mattino, una forte scossa di terremoto con epicentro a L’Aquila fu avvertita distintamente anche nella Tuscia. 

L’istituto fu evacuato in fretta e furia e il piccolo, affetto da una grave patologia, lasciò sotto il banco gli occhiali da vista che in classe doveva cambiare con quelli ipercorrettivi, con i quali però non era in grado di svolgere altre attività, non offrendo una visione tridimensionale, ma solo piatta, con tutte le conseguenze del caso, come nausea, vertigini, eccetera. Insomma, un bel problema.


Marco Ricci

L’avvocato di parte civile della preside, Marco Ricci


La mamma: “Abbiamo dovuto cercare l’assessore”

“Lì per lì dissi a mio figlio che li avremmo presi il giorno dopo, poi, quando ho saputo che la scuola sarebbe rimasta ancora chiusa, ho chiamato la rappresentante di classe e sentito i pompieri, se potevano entrare loro per recuperarli. Ma quando sono andati non c’era nessuno, così ho contattato l’insegnante di matematica, cui la preside ha detto di riferirmi che non avrebbe dato le chiavi e che li avrei ripresi quando riapriva la scuola”, ha spiegato la mamma, interrogata ieri davanti al giudice Silvia Mattei prima della sentenza.

“Mio padre, allora, è andato in comune a parlare con l’assessore Antonio Delli Iaconi e guarda caso in dieci minuti si sono trovate le chiavi e i vigili del fuoco hanno potuto prendere gli occhiali”.

“Chiedo scusa se ho esagerato, ma ero piena di rabbia per avere dovuto smuovere un assessore, non mi è andato giù”, ha proseguito la donna, dicendo di avere scritto il post su Facebook spinta dalla collera e dall’amarezza.

Uno sfogo cui hanno fatto seguito i commenti al vetriolo delle coimputate. Sei e tutte donne, di età compresa tra i 45 e i 63 anni, difese dagli avvocati Rita Gregori, Enrico Zibellini e Michele Ranucci, quattro sono di Viterbo, una di Farnese e una di Corchiano. 


I post incriminati

“Vorrei fare un ringraziamento speciale alla preside (…) della scuola (…), più che preside io la manderei a sturare le fogne, per non avere dato la possibilità ai pompieri sempre disponibili di prendere gli occhiali di mio figlio lasciati a scuola”, ha scritto la mamma su Facebook. 

Due delle imputate hanno commentato “che stronza” e “è proprio una stronza”. Un’altra: “Ma tu pensa che cretina, nemmeno se fosse percolante la scuola. Povero stello, come fa due giorni senza occhiali’ La sa, sta cretina, la situazione? Che figura da imbecille questa signora preside”. Un’altra ancora: “Che idiota, per non dire di peggio”. L’ultima: “Ma questa è tutta scema, bisogna far conoscere a tutti che esemplari abbiamo. Ma, dico, ci andavano i pompieri… sta cretina”.


La preside: “No a 1500 euro di risarcimento” 

La preside, parte civile con l’avvocato Marco Ricci, che per rimettere la querela aveva chiesto tremila euro più le spese, ha rifiutato la proposta delle mamme di un risarcimento di 1500 euro, giudicati troppo pochi rispetto al danno.

Il legale, durante la discussione, ha chiesto un risarcimento ancora più consistente: 4500 euro, di cui 2mila dalla mamma, mille da una sua amica e 500 euro a testa dalle altre tre imputate. Più le spese. Una di loro, assistita dall’avvocato Rita Gregori, ha anche consegnato un assegno da 200 euro, a riprova della buona volontà, ritenendo la cifra congrua.

Il giudice Mattei, dopo avere esortato in tutti i modi le parti a trovare un accordo per evitare di arrivare a una sentenza, ha condannato tutte le imputate a una multa di 400 euro ciascuna e a un risarcimento di 2mila euro complessivi alla preside. Oltre alle spese. L’accusa aveva chiesto 400 euro di multa per la mamma e 200 euro di multa per le altre quattro. 

– Mamma e cinque amiche: “Manderei la preside a sturare le fogne”

 

 


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