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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Il vaccino per la ‘variante imprese’ si chiama lavoro. Il comparto dell’ospitalità a tavola (Horeca), che nel corso di un anno ha ricevuto elemosine, soltanto quelle, è giunto al capolinea. Non ci sono più i soldi per far fronte ai costi fissi, alle tasse, alle spese di mantenimento quotidiano. E non esistono alternative: lo Stato non può chiedere ai piccoli imprenditori di assistere inermi al proprio funerale.
Per questo motivo i ristoratori di Mio Italia, e non solo, da oggi hanno cominciato a riaprire le porte dei loro locali. È un’azione dettata dall’istinto di sopravvivenza”.
Lo ha reso noto Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, Movimento imprese ospitalità.
