Viterbo – Pasqua a casa. Per il secondo anno consecutivo.
A chiederlo sono le misure anti-Covid, che hanno colorato l’Italia tutta in rosso per queste festività. Niente pranzi affollati, passeggiate in centro o gite fuori porta con gli amici. La stretta serve a scongiurare la diffusione dei contagi e la crescita della curva pandemica. E i viterbesi le regole le rispettano.
Viterbo, la mattina di Pasqua
Poco prima di pranzo, del giorno di Pasqua, le vie del centro sono deserte. Qualcuno passeggia con il cane e qualcun altro sbircia i saldi dalla vetrina dei negozi rigorosamente chiusi. Il clima è buono e a piazza delle Erbe c’è chi si gode un po’ di sole su una panchina, scambiando quattro chiacchiere con un amico.
Viterbo, la mattina di Pasqua
Nessun assembramento per le strade e chi passeggia, anche se solo, indossa comunque la mascherina. Le piazze sono silenziose e vuote, immagine insolita che comunque le descrive in tutta la loro bellezza.
Viterbo, la mattina di Pasqua
Deserta anche Valle Faul, dove di solito qualche ragazzo ne approfitta sempre per scambiarsi la palla e i più piccoli giocano a nascondino. Oggi non c’è nessuno, se non una mamma con il passeggino e una famiglia all’ombra de Il Risveglio.
Viterbo, la mattina di Pasqua
Qualcosa cambia davanti alle chiese. È lì che le persone si intrattengono, tra un saluto e uno scambio di auguri. Il viavài sul sagrato del Duomo, a La Quercia. Le famiglie non rinunciano alla tradizione. E i più sorridenti sono i bambini per i quali è comunque festa, in fin dei conti.
Viterbo, la mattina di Pasqua
Altra abitudine che non può mancare è quella del giornale sottobraccio. Ed è infatti davanti alle edicole che si intravede un po’ di fila. La coda invece, e stranamente, non caratterizza l’ingresso delle pasticcerie.
Viterbo, la mattina di Pasqua
La giornata per comprare l’ultima pizza di Pasqua o l’ennesimo uovo di cioccolato è stata sicuramente ieri. Oggi qualcuno si affretta più per le paste e pasticcini dell’ultimo momento.





