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“Auguri a tutte le mamme equilibriste…”

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Daniela Bocci

Daniela Bocci

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Festa della Mamma è una ricorrenza molto sentita, dato che onora quella che è per tutti una delle persone più importanti della vita.

La festa della mamma deve diventare l’occasione per riflettere sui ritardi culturali del nostro paese e sulla sottovalutazione del ruolo della donna madre nella società nel mondo del lavoro.

Speriamo che la festa della mamma non sia solo un fatto rituale ma possa diventare anche l’opportunità per discutere di rilancio della maternità mettendo al centro il lavoro che è lo strumento per sostenere la maternità.

Nonostante tante battaglie civili e sindacali la maternità viene vista ancora come un ostacolo all’ingresso e alla progressione della carriera. Non è un caso se in fatto di natalità il nostro paese è in assoluto all’ultimo posto rispetto alla media europea.

Non si fanno più figli, le morti superano le nascite. Il ricambio naturale è sempre più compromesso.

Una situazione già critica che è ulteriormente peggiorata con l’emergenza Covid-19,

L’Italia si è presentata alle porte di un’emergenza senza precedenti come quella causata dal coronavirus con oltre 6,2 milioni di mamme con almeno un figlio minorenne.

Sempre meno quelle più giovani (l’età media al parto cresce inesorabilmente e tocca i 32,1 anni, il tasso più alto in Europa), molte di loro sono costrette a rinunciare alla carriera professionale non possono appoggiarsi ad una rete per la prima infanzia e spesso ammettono di aver modificato qualche aspetto della propria attività lavorativa per cercare di conciliare lavoro e vita privata.

È questo il quadro preoccupante che emerge dall’analisi di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro.

Mamme equilibriste” già prima dell’emergenza Covid-19, quelle raccontate dal rapporto sulla condizione delle mamme in Italia, che da Nord a Sud, con condizioni differenti, si trovano ad avere la maggior parte del carico di cura della famiglia e dei figli.

La rinuncia alla maternità va collegata direttamente anche all’inadeguatezza dei servizi a sostegno della genitorialità, la percentuale di bambini che trova posto negli asili nido pubblici è molto bassa.

Mancano politiche finalizzate alla conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.

Il nostro paese non offre ancora quei servizi sociali indispensabili per garantire le giuste tutele alle donne lavoratrici come avviene in altri paesi europei che sono molto più avanti di noi nella conciliazione tra casa, famiglia e vita professionale.

Tante donne sono costrette ad abbandonare la propria carriera nel momento in cui scelgono di diventare mamme.

La più ricorrente tra le motivazioni che spingono a lasciare è la difficoltà nel conciliare gli impegni lavorativi con la necessità di dover accudire i figli più piccoli, soprattutto se non ci sono nonni a disposizione e non ci si può permettere di pagare baby-sitter o nidi.

Il motivo per cui il crollo occupazionale nell’Italia messa in ginocchio dalla pandemia è un affare soprattutto femminile che ha a che fare con la natura del lavoro stesso. Le donne sono impiegate soprattutto nei settori che più di tutti stanno vivendo la crisi, come quello dei servizi e quello domestico, spesso con contratti che danno poca sicurezza e stabilità, come il part-time. Per questo oggi sono le prime vittime sacrificali dei datori di lavoro, un fenomeno a cui nemmeno il blocco dei licenziamenti è riuscito a mettere un freno.

Dobbiamo fare di più con la contrattazione nazionale, aziendale e nei territori ponendo le condizioni per una valorizzazione e una specificità del lavoro femminile.

Il problema famiglia/ lavoro deve essere affrontato nella consapevolezza che si tratta di un investimento per lo sviluppo del nostro paese e non di un costo per la società. Solo così potremo celebrare il ruolo straordinario della mamma in una società sempre più multietnica e multiculturale e comunque il ruolo della donna deve essere al centro della società.

Auguri a tutte le mamme.

Daniela Bocci – Responsabile coordinamento Donne Fist/Cisl Viterbo


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