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“Belcolle, la Asl vaccini subito i lavoratori della vigilanza e del portierato”

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Viterbo – “I lavoratori del portierato e della vigilanza dell’ospedale Belcolle di Viterbo e dei rispettivi presidi non sono stati ancora vaccinati. Chiediamo di farlo il prima possibile sollecitando con urgenza la Asl”. La richiesta arriva dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTuscs. 


Viterbo - Un punto operativo per il vaccino

Viterbo – Un punto operativo per il vaccino


“Abbiamo sollecitato la vaccinazione un paio di volte – spiegano Donatella Ayala della Filcams, Aldo Pascucci della Fisascat ed Elvira Fatiganti della UilTcs -. Una volta all’azienda di vigilanza e una seconda alla Asl, siamo in attesa di una risposta che speriamo arrivi nel più breve tempo possibile”.


Viterbo - Le sindacaliste Elvira Fatiganti (UilTucs) e Donatella Ayala (Filcams Cgil)

Viterbo – Le sindacaliste Elvira Fatiganti (UilTucs) e Donatella Ayala (Filcams Cgil)


Una trentina almeno i lavoratori della vigilanza soltanto all’ospedale Belcolle di Viterbo. I presidi si trovano invece a Tarquinia, Acquapendente, Civita Castellana e Montefiascone.


Coronavirus - Belcolle - La struttura di terapia intensiva

Coronavirus – Belcolle


“L’azienda – aggiungono i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil – ha detto che a farsene carico avrebbe dovuto essere la Asl direttamente, come ha fatto già con l’impresa di pulizie e i lavoratori delle mense”.


Viterbo - Aldo Pascucci della Cisl

Viterbo – Aldo Pascucci della Fisascat Cisl


Le vaccinazioni che i sindacati chiedono con urgenza riguardano i lavoratori che fanno vigilanza armata alle strutture ospedaliere e quelli che si occupano invece di accoglienza,  misurando la febbre e dando indicazioni alle persone.


Viterbo - L'ospedale di Belcolle

Viterbo – L’ospedale di Belcolle


“Si tratta di servizi a diretto contatto con le persone – sottolineano Ayala, Pascucci e Fatiganti – in una struttura dove il rischio di contrarre il Covid è tutt’altro che irrilevante. E non capiamo perché questi lavoratori non sono stati ancora vaccinati. La speranza, ma soprattutto la richiesta, è che la Asl lo faccia al più presto”.

Daniele Camilli

 


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