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Coprifuoco a mezzanotte e riaperture per bar e ristoranti anche al chiuso

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Coprifuoco


Roma – Coprifuoco, quarantena, bar e ristoranti aperti anche al chiuso, passando per il mondo del wedding e quello dello sport. Sono i temi cruciali sui quali il governo nel corso della settimana dovrà confrontarsi. Prima la cabina di regia per analizzare l’andamento della curva epidemiologica, in programma per martedì o mercoledì, poi la decisione sulle modifiche da apportare al decreto anti-Covid che è in vigore dal 26 aprile. 

La data chiave è quella del 14 maggio: se il monitoraggio di venerdì confermerà la discesa costante della curva epidemiologica, il calendario sarà rivisto e già dal giorno successivo cadrà l’obbligo di isolamento per chi rientra dall’estero, dal momento che appare improbabile che i turisti possano scegliere come meta l’Italia se poi sono costretti alla quarantena. Dal 15 maggio chi arriva dai paesi europei, dal Regno Unito e da Israele non dovrà rimanere cinque giorni in quarantena. All’ingresso in Italia, per poter circolare liberamente basterà avere un certificato che attesti di essere stati vaccinati, di essere guariti dal Covid o di aver effettuato un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti. Dal 15 giugno la stessa regola sarà valida anche per tutti gli altri Stati che avranno un’alta percentuale di persone immunizzate.

E dal 17 maggio potrebbe slittare di due ore il coprifuoco, passando dalle 10 alla mezzanotte fino alle 5 del mattino. L’obiettivo del governo resta comunque quello di eliminare del tutto il divieto di circolazione notturna dal 21 giugno e di rendere più elastiche le misure all’interno dei locali pubblici, sia pur mantenendo mascherina e distanziamento. Nella maggioranza c’è chi, come la Lega, vorrebbe abolire il coprifuoco da subito, già da lunedì. Ipotesi al momento remota, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, che frena: “Il Covid non è sconfitto”.

Mentre dal primo giugno, dati permettendo, si potrà stare seduti al tavolo al ristorante anche al chiuso e consumare al bancone del bar. Sempre rispettando l’obbligo del distanziamento sociale e di togliersi la mascherina solo per il tempo necessario alla consumazione.

Presto potrebbero riaprire anche i centri commerciali nel fine settimana, forse dal 22 maggio, con una ripartenza che varrebbe per i giorni festivi e prefestivi.

Tra i settori che chiedono a gran voce la ripartenza c’è quello dei matrimoni, che lamenta perdite elevate a causa del blocco delle cerimonie. “Moltissimi futuri sposi e operatori del wedding – spiega il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini – mi hanno scritto e io li rassicuro: il Governo ci sta lavorando e sulla base dell’andamento dei contagi presto daremo una data” per la ripresa “perché i matrimoni vanno programmati per tempo. E lo stesso vale per lo sport. Già in settimana ci saranno cabine di regia con il Cts per dare date a questi settori”. Per il wedding le regioni puntano a ripartire già dall’1 giugno con le linee guida messe a punto, che prevedono banchetti all’aperto, ospiti rigorosamente distanziati e tutti con la mascherina. Ma una data più probabile è quella del 15 giugno.

Altro settore in grave crisi è quello dello sport. Il 15 maggio riaprono le piscine all’aperto e il 1° giugno si potrà tornare in palestra. Ma nessuna data è stata fissata per le piscine al chiuso. L’ostacolo alla ripartenza è il divieto di utilizzo delle docce caldeggiato dagli scienziati, che però si pensa di superare con ingressi limitati negli spogliatoi e obbligo di sanificazione dei locali dopo l’utilizzo di ogni atleta.


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