Bomarzo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio signor sindaco,
vista la pubblicazione del suo comunicato stampa su alcuni giornali online, con il quale annunciava un piccolissimo ridimensionamento del mega impianto fotovoltaico in zona Marcolino – sottraendo 8 ettari di suolo alla superficie interessata dall’impianto -, vogliamo ringraziarla per aver dato voce e compimento a una parte dei nostri sforzi affinché il territorio bomarzese venga preservato.
Ma non è proprio come lei afferma. Per entrare nei dettagli, ricordiamo che il 23 febbraio avete deliberato in giunta la sottoscrizione delle misure compensative con la ditta Martello s.r.l., pubblicandola però all’albo pretorio del comune il 9 marzo 2021. Per quale ragione? Forse perché le misure compensative servivano alla prima Conferenza dei servizi del 24 febbraio?
In ogni caso, le incongruenze sono numerose: non avete, per esempio, partecipato alla prima Conferenza dei servizi: una sede opportuna nella quale avreste potuto chiedere da subito la riduzione della superficie interessata dall’impianto e l’aumento delle opere di mitigazione. La vostra assenza equivale di fatto a un consenso totale alla proposta progettuale.
Dopo il 9 marzo, con la pubblicazione della delibera di giunta all’albo pretorio, inizia la nostra campagna, che ha come scopo la tutela del nostro territorio (e della riserva di Monte Casoli in modo particolare).
A seguito delle nostre rimostranze a tutti gli enti coinvolti nella procedura di Via abbiamo appreso che la ditta ha presentato una nuova proposta progettuale, riducendo la superficie interessata. Il comune di Bomarzo, successivamente, ha partecipato alla seconda Conferenza dei servizi, chiedendo un aumento delle opere di mitigazione (siepi e distanze dai confini), le quali sono state accolte dalla società proponente.
La domanda che ci poniamo è come sia stato possibile che un progetto del genere sia rimasto nel silenzio per tutto questo tempo; e come mai lei, appena insediatosi, non abbia da subito informato la popolazione bomarzese della più grande opera imprenditoriale privata, da almeno cinquant’anni a oggi, sul nostro suolo (vedasi anche la mancata pubblicazione all’albo pretorio delle varie fasi autorizzative, compresa la partecipazione del comune alla Via).
Come si può acconsentire all’approvazione di un’opera del genere senza darne notizia? Cosa sarebbe successo se non avessimo mosso alcuna obiezione? Chi avrebbe avvisato la popolazione?
A questo punto, non sarebbe opportuno prendere provvedimenti sospensivi o, meglio, riconsiderare il consenso a un’opera della cui installazione, insistiamo, non avete mai avvisato nessuno?
Nella seduta consiliare del 30 aprile abbiamo sottolineato le incongruenze progettuali.
Riportiamo alcuni stralci:
1) Compatibilità con gli obiettivi di programmazione comunale. (nota: è incomprensibile che una società privata interferisca con la politica programmatica di un comune).
2) Compatibilità con l’ambiente naturale.
3) Soltanto la porzione orientale del campo fotovoltaico risulta [essere collocata in un’area] limitrofa alla riserva naturale […] Senza però avere alcuna interferenza con tali aree.
4) Le porzioni della riserva vicine all’impianto non sono percorse da sentieri o itinerari di fruizione turistica.
5) Non sono previste perturbazioni nelle componenti abiotiche a seguito della realizzazione e dell’esercizio dell’impianto in progetto.
6) Dal punto di vista agricolo-ambientale, l’intervento comporta un beneficio diretto derivante dalla riduzione di input energetici ausiliari (fitofarmaci, concimi, agrochemicals, ecc.). Secondo noi sono tutte affermazioni arbitrarie, che non tengono conto della storia del luogo, né delle sue emergenze archeologiche, delle sue potenzialità economiche e turistiche, dell’importanza che riveste il settore agricolo, non a caso chiamato settore primario.
Sono tutti contenuti da voi approvati proprio con la vostra assenza in conferenza dei servizi. Noi faremo tutto quello che è possibile, in veste di consiglieri di minoranza, affinché vengano considerate tutte le nostre iniziative, e di conseguenza documentate, a difesa del patrimonio pubblico di Bomarzo.
Voi seguitate ad enunciare norme e decreti; noi citiamo la Costituzione della Repubblica italiana, che all’Art. 9 recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”.
Il consiglio comunale è uno strumento democratico di confronto, al quale partecipiamo con profondo senso del dovere. Siamo veramente dispiaciuti dell’atteggiamento poco collaborativo, a tratti rude, spazientito, con occhiate al cielo e fretta di terminare, avuto dai componenti della maggioranza.
Concludere un consiglio comunale con un secco: “Comunque il consiglio è finito”, e senza un civile saluto, denota una disposizione istituzionalmente irriguardosa nei nostri confronti. Stiamo preparando le nostre osservazioni al progetto, così come previsto dal D.Lgs 152/2006, che renderemo pubbliche immediatamente.
Sollecitiamo tutti, anche coloro che non risiedono a Bomarzo, a presentare le proprie osservazioni alla nuova proposta progettuale della ditta Martello (tempo fino al 25 maggio) e a trasmetterle al seguente indirizzo PEC: ufficiovia@regione.lazio.legalmail.it
Giovanni Lamoratta
Mario Di Gregorio
Giovanna Laura Pandimiglio
