Il sindaco di Bassano Romano Emanuele Maggi
Bassano Romano – “Illuminazione, verde e palazzetto dello sport, stiamo rimettendo a nuovo il paese…”. Il sindaco Emanuele Maggi è fiero del lavoro svolto per i suoi cittadini, in questo momento di riaperture delle attività e di ripresa, a seguito delle decisioni del governo Draghi per la ripartenza dell’Italia.
In questi 12-13 mesi vissuti con il Covid-19, come ha reagito il paese? I cittadini come hanno vissuto le restrizioni in vigore?
“In questi mesi, il paese di Bassano Romano ha reagito in modo soddisfacente e continua ad attenersi alle restrizioni in vigore. Fin dal primo giorno di lockdown, tutti i cittadini hanno rispettato le regole e si sono impegnati a ridurre al minimo i contagi. Nessuno conosceva questo virus. Ci siamo fidati di chi se ne intende e ci siamo adattati tutti con la speranza di tornare ben presto alla quotidianità”.
Qual è la situazione Covid attuale nel paese?
“In questi giorni abbiamo raggiunto grandi risultati. L’Asl ci ha comunicato la negativizzazione degli ultimi tre casi positivi nel paese. Dopo un anno e due mesi, Bassano finalmente è di nuovo Covid free. Una grande gioia per me e per i cittadini. Questo traguardo è stato raggiunto grazie a loro che si sono prestati fin da subito al rispetto delle norme. Mi sembra un bel segnale di speranza e di incoraggiamento. Se tutti continuassero a collaborare proprio come hanno fatto i cittadini del paese, potremo uscirne presto da questa situazione”.
Dal 26 aprile, il Lazio è tornato in zona gialla, come si è preparato il comune alle riaperture di scuole, ristoranti, bar, palestre e tutte le altre attività al dettaglio?
“Un nuovo inizio ricco di speranza. Per molti commercianti non è semplice ripartire, ma nonostante tutto non si perdono d’animo. È più complicato per la categoria dei ristoratori che, a mio avviso, è quella che ne ha risentito di più in questa pandemia e ne risente tuttora. Ogni attività al dettaglio si è preparata alla riapertura in maniera efficiente. All’interno dei locali, sono disposti gel disinfettanti, l’obbligo di mascherina per i clienti e un numero massimo di persone all’interno per evitare assembramenti. Regole in vigore dall’inizio del Covid-19. Bar e ristoranti hanno organizzato lo spazio all’esterno con le distanze richieste. Le scuole hanno ripreso la didattica in presenza. Ci si attiene alle regole disposte dal governo”.
Quali sono gli obiettivi e i progetti in campo, proposti dall’amministrazione comunale, per il futuro del paese in questa fase di ripartenza?
“Per Bassano Romano sono previsti numerosi progetti per i prossimi mesi. Proseguono i lavori di sistemazione di alcune aree del paese. Questa è un’iniziativa a cui tengo e di cui ne sono particolarmente soddisfatto. Si tratta di un progetto organico dell’attuale amministrazione comunale, partito nel 2016 e che ha l’obiettivo di rimettere a nuovo il paese. Negli ultimi mesi sono stati portati a termine i lavori di asfaltatura sulle vie principali. Da via Aldo Moro fino alla strada comunale in direzione di Trevignano, passando per via della stazione e via XXIV maggio. Dopo la realizzazione della strada, del marciapiede e dell’illuminazione a led, in via Sant’Andrea sono stati piantati diversi alberi che daranno ombra, decoro e colore. Un intervento green per migliorare una zona vissuta da tanti cittadini. Verranno posizionate panchine e cestini per ricreare un ambiente armonioso all’aperto. Per le prossime settimane, è previsto un intervento per la ristrutturazione della conduttura idrica e il rifacimento del manto stradale di via Roma con un progetto di circa 170mila euro. Verrà riqualificato l’impianto d’illuminazione dell’intero paese con il sistema a led. Stiamo lavorando sodo per la riapertura del palazzetto dello sport, prevista per quest’estate. Siamo in fase di ultimazione del montaggio dei nuovi infissi e da pochi giorni sono iniziati i lavori di rifacimento del manto di gioco, l’asfaltatura del parcheggio esterno e la facciata principale dello stabile. Presto verrà aperta la biblioteca comunale a disposizione dei cittadini. A breve, partiranno i laboratori di scrittura, di lettura e di immagine presso la “Casa delle Culture e dei Popoli”, in via del Cerqueto. In autunno ci saranno le elezioni comunali. Spero di poter portare avanti queste iniziative. Per il momento ci impegniamo affinché possano essere svolte e portate a termine”.
Dal punto di vista economico, come si è mosso il comune per sostenere la popolazione in questo anno di pandemia? Quali sono stati i provvedimenti presi?
“In questo anno di pandemia, il comune ha cercato di sostenere la popolazione con l’erogazione di buoni spesa e farmaci alle famiglie che hanno risentito fortemente la crisi provocata dal Covid-19. Sono fondi resi disponibili dalla regione Lazio. Per quanto riguarda la ristorazione, mi è stato comunicato l’arrivo dei primi soldi della cassa integrazione. Nei prossimi giorni verificheremo. Il comune ha incassato 284.000 euro, ha aperto la farmacia comunale al centro storico e oggi ha una società solida, che offre un grande servizio al paese. Sempre il meglio per il comune di Bassano Romano. L’apertura di questo tipo di attività, avvenuta lo scorso anno, nel centro storico è stato un altro bel traguardo”.
In questo lungo periodo di pandemia, l’amministrazione comunale come ha svolto il lavoro? Ha adottato lo smart working? Se sì, come vi siete trovati? Promuoverete questo modo di lavorare anche in futuro? Secondo lei, quali sono i vantaggi e gli svantaggi dello smart working?
“Durante la pandemia, ci siamo attenuti alle disposizioni date. A turni, 5-6 dipendenti su 20 svolgevano il lavoro negli uffici per garantire il servizio ai cittadini. Tutto questo è avvenuto in assoluto rispetto delle norme anticovid. Spesso venivano effettuati interventi di sanificazione dei locali proprio per ridurre al minimo le possibilità di contagio. Allo stesso tempo, abbiamo adottato la modalità smart working. In realtà, questa modalità era in atto già prima della pandemia. Il termine smart working è stato inserito nella legge 81 del 2017. Non è una novità del Covid-19. Certo, grazie a questa modalità, siamo riusciti a mandare avanti il lavoro lo stesso, nonostante l’obbligo di restare nelle nostre abitazioni. Con la pandemia, tutto si è ampliato. Ci siamo adattati tutti alle nuove tecnologie, anche le scuole con la Dad.
Dallo smart working si possono trarre solo aspetti positivi, a mio parere. Più tempo per il lavoro, ma anche per se stessi e l’orario può essere più flessibile. Nessun obbligo di timbrare il cartellino all’entrata e all’uscita. Se i miei dipendenti impiegano mezz’ora, un’ora, o tutto il pomeriggio a svolgere il loro lavoro, a me poco importa. L’importante è che lo svolgano in modo efficace ed esaustivo. La gestione dell’orario sta a loro. E con lo smart working questo può avvenire tranquillamente”.
Ora in zona gialla, continuerete a lavorare in smart working o tornerete negli uffici? Come vi siete organizzati?
“Continueremo a svolgere il nostro lavoro come abbiamo fatto finora. Ci organizzeremo a turni, magari qualche dipendente in più in presenza. Visto anche l’aumento delle vaccinazioni, speriamo di tornare a lavorare tutti insieme nei nostri uffici. Chi non verrà in ufficio, svolgerà il proprio lavoro da remoto”.
Per lavorare in sicurezza e mantenere in vigore le norme anti-covid, l’amministrazione comunale ha affrontato delle spese? Quali? Come ha organizzato gli uffici in vista della possibilità di tornare a svolgere il proprio lavoro in presenza?
“Certamente, fin da subito. Ci siamo organizzati con tutti gli strumenti necessari disposti dalle leggi per lavorare negli uffici. Plexiglas, mascherine e disinfettanti. Ogni postazione è dotata di questa strumentazione per evitare il contagio. Siamo stati sempre attenti e continuiamo a farlo”.
Cosa pensa delle ultime decisioni prese dal governo Draghi per far ripartire l’Italia, nonostante il Covid sia ancora così presente nella nostra quotidianità?
“Difficile, rispondere… Di certo non è mia competenza. Se il governo Draghi ha preso queste decisioni è perché la situazione lo permette. Ha monitorato giorno per giorno la curva epidemica del paese e con i dati statistici forniti dal comitato tecnico-scientifico, ha preso questi provvedimenti per far ripartire l’economia del paese.
La questione sul coprifuoco fa molto discutere. Ora che siamo in zona gialla, i ristoranti possono aprire al pubblico sia a pranzo che a cena, sempre rispettando il coprifuoco delle 22. Un forte svantaggio che aggrava sull’economia dell’impresa. Svolgere il servizio solo all’aperto non migliora la situazione attuale. Si capisce da sé che una giornata piovosa come quella del primo maggio, non favorisce di certo la ristorazione all’aperto. Molte persone hanno preferito disdire le prenotazioni e rinunciare al pranzo piuttosto che andare a mangiare fuori al freddo e sotto la pioggia.
Questo va a discapito dei ristoratori, delle imprese. Non sanno quanta merce ordinare, si ritrovano una montagna di cibo inutilizzato, sono incerti sul futuro della propria attività, non sanno come affrontare le spese perché non hanno le giuste entrate a fine mese per gestire tutto. Con l’aumento delle dosi giornaliere di vaccini somministrati, speriamo che il servizio possa riprendere a breve anche all’interno dei locali e non solo all’aperto. Questa sarà la vera ripartenza di questa categoria”.
Federica Focaracci
