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Incastrato da un’overdose di eroina, presunto pusher assolto

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Montefiascone - I controlli dei carabinieri a piazzale Roma e al prato giardino

Montefiascone – Controlli dei carabinieri


Montefiascone – (sil.co.) – A giudizio davanti al collegio con la pesante accusa di spaccio a minori, è stato assolto mercoledì con formula piena. L’accusa aveva chiesto che venisse condannato a un anno di reclusione e seimila euro di multa. Indagini partite da un caso di overdose.

Imputato un trentenne di Montefiascone, arrestato dai carabinieri il 21 giugno 2014, appena sceso dal treno alla stazione di Zepponami, mentre tornava da Perugia con sette grammi di stupefacente, 4 di cocaina e 3 di eroina.

Per il difensore Samuele De Santis: “Nessuno spaccio. Erano tutti consumatori, anche l’acquisto avveniva in un contesto amicale, mettevano i soldi insieme per poi consumare insieme”.


Indagini scattate per un’overdose

Al trentenne i carabinieri sono giunti indagando su un caso di overdose, sospettandolo di gestire sul colle falisco un giro di stupefacenti, acquistati a Perugia e ceduti anche ad assuntori minorenni, assieme a un altro presunto pusher di Montefiascone. 

Quest’ultimo, il 6 febbraio 2014, era stato denunciato da una quarantenne del posto che pochi giorni prima era stata salvata in extremis da un’overdose di eroina. 

Abbastanza per verificare i tabulati, scoprire gli innumerevoli contatti con gli assuntori di Montefiascone e procedere con le intercettazioni, dalle quali sono emersi i rapporti con l’imputato.


Montefiascone - L'intervento dei carabinieri all'ospedale

Montefiascone – Intervento dei carabinieri all’ospedale


A Perugia i “fornitori” nordafricani

Secondo l’accusa,  i due avrebbero fatto affari insieme e il trentenne si sarebbe recato a Perugia per acquistare lo stupefacente da fornitori nordafricani. “In 15 giorni si è recato 11 volte a Perugia. Abbiamo calcolato che abbia comprato 35 dosi di cocaina e ben 52 di eroina“, ha detto in aula all’udienza del 17 marzo un militare sentito come testimone. 


In trasferta con la coppia di fidanzatini

Tra i “clienti” ci sarebbe stata una coppia di fidanzatini, lei ancora minorenne. “Tu ce la fai a portare già due (dosi, ndr) domani? Te damo cento (euro, ndr)”, gli avrebbero chiesto al telefono senza sapere di essere ascoltati dagli investigatori. “Non cento – li avrebbe corretti – ma 115, 35 più 80”. 

In un’occasione il trentenne si sarebbe portato la coppia a Perugia per un paio di giorni, ospitandoli a sue spese nel suo stesso albergo, acquistando 13 dosi di eroina e 10 di cocaina. 


Droga parlata

Sempre “droga parlata”, in base alle intercettazioni. “Se si accorgevano della nostra presenza, saltavano gli accordi presi al telefono, come risulta anche dalle conversazioni”, ha concluso il testimone, spiegando le difficoltà nel trovare riscontri dell’attività di spaccio, la mancanza dei quali ha convinto il collegio ad assumere con formula piena l’imputato. Perché il fatto non sussiste. 


Articoli: Pusher alla sbarra, indagini partite da un’overdose di eroina – Torna da Perugia con eroina e cocaina


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