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Investita in retromarcia muore dopo tre mesi, a processo dipendente delle poste

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Civitavecchia – A giudizio il dipendente di Poste italiane che l’11 novembre 2019, a Civitavecchia, ha investito in retromarcia un’anziana morta tre mesi dopo l’incidente.

Tribunale


Il pubblico ministero Roberto Savelli della procura della repubblica di Civitavecchia, lo scorso 30 aprile, ha chiesto il processo per l’indagato, un 29enne del posto, imputato di omicidio stradale per aver investito l’87enne Assunta Mazzetti.

Il gip Giuseppe Coniglio, il 5 maggio, ha disposto il giudizio immediato per l’automobilista, anche se i familiari della vittima, assistiti da Studio3A, dovranno attendere più di un anno per il processo, la cui prima udienza è stata fissata per il 19 maggio 2022.

Il giorno dell’incidente, l’anziana era appena scesa da casa, in via Raffaello Sanzio, poco dopo le 17, quando è stata travolta da una Fiat Panda di proprietà della Arval Service Lease Italia e in uso a Poste italiane per il trasporto e il recapito dei prodotti postali.

La vettura era condotta dal 29enne, che aveva appena consegnato un telegramma in un’abitazione della via e che, risalito in auto, stava effettuando una manovra di retromarcia per uscire dal parcheggio e ripartire, come da lui stesso riferito agli agenti della polizia municipale che hanno effettuato i rilievi.

In seguito all’urto, l’87enne è rovinata a terra riportando numerosi e gravi traumi, tanto più in ragione della sua età avanzata. Trasportata d’urgenza all’ospedale di Civitavecchia, i medici le hanno riscontrato, tra le altre, le fratture della tibia, del perone e del setto nasale e hanno dovuto sottoporla a un intervento chirurgico di riduzione e applicazione di un fissatore esterno.

E’ rimasta ricoverata fino al 2 dicembre quindi è stata trasferita presso l’istituto San Volto, casa di cura privata di lungodegenza medica e residenza sanitaria assistenziale di Santa Marinella, dove tuttavia si è aggravata.

Il 25 gennaio 2020 è stata nuovamente spostata, presso la clinica Madonna del Rosario di Civitavecchia, dove però il 22 febbraio 2020 è deceduta.

Il figlio della vittima, per fare piena luce sulla tragica vicenda, attraverso il responsabile della sede di Roma, Angelo Novelli, si è dunque affidato a Studio3A-Valore Spa, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nelle tutela dei diritti dei cittadini, e ha presentato un esposto presso la stazione dei carabinieri di Civitavecchia.

La procura ha aperto un fascicolo, inizialmente a carico di ignoti, e ha disposto l’autopsia sulla salma dell’anziana per stabilire con certezza le cause del decesso, affidandola al medico legale Luigi Cipolloni, che ha proceduto il 25 febbraio 2020 presso l’università “La Sapienza” di Roma.

Alle operazioni peritali ha preso parte anche il dottor Antonio Oliva, medico legale di parte per la famiglia della vittima, messo a disposizione da Studio3A.

Cipolloni ha concluso che il decesso dell’anziana “va ricondotto etiologicamente al traumatismo stradale patito l’11 novembre 2019: non emergono infatti dalla documentazione sanitaria elementi sopravvenuti in grado di interrompere o modificare la correlazione causale tra il predetto evento e la morte del soggetto (…) La lesione patita nel novembre 2019 ha influito sul deterioramento della condizione generale della vittima: in assenza di quel trauma il decesso non si sarebbe verificato nei tempi e modi in cui ebbe effettivamente a verificarsi nel caso in cui detto traumatismo non si fosse verificato”.

Escluse causalità esterne e responsabilità dei sanitari nelle cure prestate all’anziana, la procura ha iscritto nel registro degli indagati e ora, al termine delle indagini preliminari, chiesto il processo per l’automobilista perché, per citare l’atto, “per violazione dell’art. 154 comma 1 lett. a) del Codice della Strada, e comunque per imprudenza, negligenza e imperizia, alla guida dalle auto Fiat Panda, effettuando una manovra di retromarcia, non ottemperava all’obbligo di assicurarsi di poterla effettuare senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza e direzione di essi e, conseguentemente, investiva il pedone Assunta Mazzetti, che camminava lungo la strada, causandone il decesso per insufficienza cardio-circolatoria terminale”.


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