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“La Repubblica riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni”

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Camera dei deputati

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Roma – “La Repubblica riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni”. La camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del  Decreto Sostegni che all’articolo 34-ter recita: “Riconosce, promuove e tutela la lingua dei segni italiana (Lis) e la lingua dei segni italiana tattile (List)”.

Dopo lunghi anni di battaglie e speranze, l’Italia colma il grave ritardo sul riconoscimento della Lis. 

Il 19 maggio 2021 è un giorno storico per la comunità sorda. Il paese riconosce la lingua dei segni italiana. Fino a oggi, l’Italia era considerata l’ultimo tra i paesi europei a non aver riconosciuto la propria lingua dei segni nazionale. È un traguardo e un successo non solo per i sordi ma per tutti gli italiani. Un balzo in avanti nell’inclusione delle persone con disabilità.

Una lotta pluridecennale di battaglie, di scontri, di campagne di sensibilizzazione, sit-in, petizioni, convegni, progetti e di manifestazioni in piazza che hanno portato a questo traguardo. Una svolta per il paese e per coloro che ci hanno creduto fin da subito e si sono imbattuti per raggiungerlo. 

Il Covid-19 è la dimostrazione della realtà delle persone disabili. È un periodo storico che mette a nudo e amplifica le discriminazioni, i disagi che ogni giorno le persone sorde devono affrontare. Un segno di civiltà e una conquista, quella del riconoscimento, per tutta Italia. 

Il presidente nazionale dell’Ente nazionale sordi (Ens) Giuseppe Petrucci afferma: “È un crocevia fondamentale e storico verso la piena inclusione delle persone sorde e l’abbattimento delle barriere della comunicazione. Aspettavamo questo momento da troppo tempo. Dobbiamo festeggiare. Siamo arrivati a questa legge di civiltà e uguaglianza che garantisce l’accessibilità, la libertà di scelta linguistico-comunicativa delle persone sorde e rappresenta il primo passo per garantire, finalmente, tutti i loro diritti di cittadinanza. Questa vittoria è dell’Ens, dei suoi dirigenti, dei suoi collaboratori, del suo personale e, soprattutto, di tutta la nostra comunità” – ha concluso. 

L’articolo emanato “Misure per il riconoscimento della lingua dei segni italiana e l’inclusione delle persone con disabilità uditiva”  riconosce le figure dell’interprete Lis e dell’interprete List. Esperti specializzati nella traduzione e interpretazione di queste due lingue. Fino a oggi, una professione non ben definita.

Un successivo decreto definirà i percorsi formativi per l’accesso alle professioni di interprete Lis e di interprete List. Nel testo si legge: “Per favorire l’accessibilità dei propri servizi, le pubbliche amministrazioni promuovono la diffusione dei servizi di interpretariato in Lis e in List, la sottotitolazione e ogni altra modalità idonea a favorire la comprensione della lingua verbale nonché iniziative di formazione del personale”.

“È stata una battaglia ultradecennale che ha visto un impegno quotidiano dell’ente nazionale su questo fronte – continua il presidente – senza mai tralasciare le altre battaglie per l’inclusione. Chiaramente su questa ci si è focalizzati con maggiore impegno perché è evidente che era una battaglia determinante per l’inclusione dei sordi”, ha concluso. 

Un riconoscimento molto atteso dai sordi. Ora possono condividere un senso di appartenenza a una comunità e a una cultura. Un traguardo anche per gli udenti che hanno avuto l’opportunità di apprendere questa lingua e di utilizzarla in diversi contesti. Una vittoria per le associazioni e gli enti che hanno portato avanti con impegno e determinazione questa battaglia per molti anni. Senza perdere mai la speranza. 

Federica Focaracci


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