Zuwara – Due bambini piccoli e una donna. Uno di loro, vestito di una tutina bianca e rosa da neonato, ha il volto seminascosto dalla finissima sabbia bianca delle coste libiche. L’altro, disteso a pancia in su, non ha più le scarpine ai piedi. La donna è avvolta da una coperta. Sono le foto shock pubblicate su Twitter da Oscar Camps, tra i fondatori della Open Arms, la ong spagnola che opera nel mare Mediterraneo prestando soccorso ai migranti.
Libia – Uno dei corpi sulla spiaggia di Zuwara
“Sono ancora sotto shock per l’orrore della situazione, bambini piccoli e donne che avevano solo sogni e ambizioni di vita – scrive in un tweet – Sono stati abbandonati su una spiaggia, Zuwara in Libia per più di 3 giorni. A nessuno importa di loro”.
Non è chiaro se i corpi siano ancora lì o qualcuno li abbia rimossi. Stando a quanto ipotizzato, potrebbero essere le vittime dell’ultimo naufragio di cui ha dato conferma nei giorni scorsi l’Oim, l’Organizzazione internazionale dei migranti: una cinquantina di dispersi, 33 superstiti che hanno raccontato che su quel barcone partito nella notte tra il 18 e il 19 maggio da Zuwara erano una novantina, tra loro molte donne e bambini.
