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“Fare luce sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è una questione prioritaria per il nostro paese”

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Compiano – “Nonostante le diverse indagini giudiziarie e il lavoro della commissione parlamentare di inchiesta, ancora non sappiamo chi e per quale ragione ha ucciso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a Mogadiscio, dove si trovavano per documentare la guerra tra fazioni e per lavorare all’inchiesta sul traffico di armi e rifiuti tossici in Somalia. Fare luce su quel barbaro omicidio è una questione prioritaria per il nostro paese”. Lo ha affermato il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico che nella giornata di oggi si è recato a Compiano, in provincia di Parma, per l’intitolazione della sala consiliare del comune e di una piazza alla giornalista Ilaria Alpi nel giorno in cui avrebbe compiuto 60 anni. Ilaria Alpi era nata a Roma, ma i suoi genitori erano di Compiano.


Compiano - Roberti Fico partecipa all'intitolazione della sala consiliare comunale e di una piazza a Ilaria Alpi

Compiano – Roberti Fico partecipa all’intitolazione della sala consiliare comunale e di una piazza a Ilaria Alpi


“Sono onorato e commosso di partecipare all’intitolazione della sala del consiglio comunale a Ilaria Alpi e al posizionamento di una targa in sua memoria nel giorno in cui avrebbe compiuto 60 anni. Li considero gesti molto importanti, che dimostrano l’impegno della vostra comunità nella ricerca della verità e della giustizia su quanto avvenuto a Ilaria Alpi e Milan Rovatin il 20 marzo 1994 e per ricordare il loro lavoro di giornalisti”.

“Fare luce su quel barbaro omicidio è una questione prioritaria per il nostro paese. Una questione sulla quale sono tornato più volte nel corso del mio mandato da presidente della Camera e sulla quale continuerò ad impegnarmi. Nonostante le diverse indagini giudiziarie e il lavoro della commissione parlamentare di inchiesta che ha operato nella 14esima legislatura, ancora non sappiamo chi e per quale ragione ha ucciso Ilaria e Miran a Mogadiscio, dove si trovavano per documentare la guerra tra fazioni e per lavorare all’inchiesta sul traffico di armi e rifiuti tossici in Somalia”.


Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin


“Purtroppo anche in questo caso depistaggi, complicità e colpevoli omissioni hanno impedito di giungere alla verità, che ancora manca a distanza di ventisette anni. Una situazione di cui è rimasto vittima anche Hassan Hashi Omar, cittadino somalo accusato ingiustamente dell’omicidio e detenuto per 16 anni prima della sentenza di revisione che lo ha assolto. Il mio pensiero va oggi anche a lui”.

“Quel che è certo è che Ilaria e Miran, pur consapevoli dei rischi elevati del contesto in cui operavano, non hanno esitato al sacrificio della vita e alla loro missione di giornalisti di inchiesta quali erano. Sono stati e continuano ad essere l’esempio più puro di come fare il giornalista sia una vocazione che non arretra di fronte al pericolo, alle minacce, ai conflitti, alla criminalità e al malaffare. Fare informazione, e così contribuire alla ricerca della verità, è cruciale per il buon funzionamento delle nostre democrazie e per la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali. Abbiamo pertanto un profondo debito di riconoscenza nei loro confronti che non si limita alla memoria, ma ci impone di rinnovare l’impegno nella ricerca di una piena verità e giustizia. Un dovere che abbiamo nei confronti dei loro familiari e di tutta la comunità nazionale”.

“A questo scopo la Camera dei deputati ha avviato già nel corso della passata legislatura le procedure di declassificazione dei documenti formati e acquisiti dalla commissione di inchiesta Ilaria Alpi. Un’attività che è proseguita in quella attuale grazie all’impegno dell’ufficio della presidenza della Camera dei deputati. Attraverso l’archivio digitale Ilaria Alpi e Miran Hrovatin pubblicato sul sito della Camera, sono stati così rese accessibili 2mila 233 documenti formati o acquisiti dalla commissione di inchiesta, consultabili anche attraverso il portale unico delle commissioni di inchiesta”.

“Con questa azione di declassificazione e pubblicazione, abbiamo inteso di affermare in modo concreto l’impegno incondizionato delle istituzioni di vedere finalmente la verità sulla vicenda di Ilaria e Miran, la verità giudiziaria come pure la verità storica. L’autorevolezza di uno stato e la credibilità della sua democrazia dipendono anche e soprattutto dalla memoria che esso riserva ai più onesti e rigorosi operatori dell’informazione”.


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