Viterbo – (sil.co.) – Vittima delle angherie del marito, sarà sentita al processo contro l’ex protetta da un paravento perché non debba incrociare lo sguardo del suo aguzzino. L’uomo, che non si sarebbe fatto scrupolo di aggredire la compagna alla presenza del figlio piccolo, è accusato di maltrattamenti aggravati in famiglia.
L’interrogatorio in forma protetta della vittima è stato chiesto dall’avvocato di parte civile Arianna Dilio al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei all’udienza di ammissione prove che si è tenuta lo scorso 11 maggio.
Il difensore dell’imputato, avvocato Vincenzo Petroni, è riuscito dal canto suo a ottenere l’estromissione dall’ennesimo processo per violenza domestica dell’associazione Battiti, che aveva chiesto a sua volta di costituirsi parte civile.
Il che non impedirà alla presidente Stefania Giommi di testimoniare per l’accusa, essendo stata la prima a intervenire in soccorso della vittima quando, disperata, dopo essere stata picchiata per l’ennesima volta davanti al figlioletto, si è decisa finalmente a chiedere aiuto.
Da sinistra: l’avvocato Arianna Dilio, Maria Grazia Carnevale, Stefania Giommi e Giulia Ragonese
La donna, madre di un bambino di appena un anno, si è rivolta all’associazioneBattiti sette mesi fa. Il marito è stato allontanato da casa e gli è stata anche sospesa la potestà genitoriale dal tribunale dei minori di Roma.
“Da allora non ha più visto suo figlio, nonostante da quattro mesi stia regolarmente versando i 250 euro stabiliti per il mantenimento”, ha detto il difensore Petroni.
“Al mio assistito viene negato di incontrare il figlioletto, perché è accusato di fare un uso indiscriminato di alcol. Ma lui si è sottoposto a tutti gli accertamenti del caso, come richiesto, presso il Serd dell’ospedale di Tarquinia, e dagli esami effettuati non risulta”, ha spiegato il legale, esibendo un certificato dello scorso 24 aprile.
L’avvocato Vincenzo Petroni
L’avvocato di parte civile Arianna Dilio, ricordando come la presidente del centro antiviolenza Battiti sia intervenuta nell’immediatezza, ha sottolineato come la parte offesa sia dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso a causa delle percosse ricevute, con una prognosi di 20 giorni.
“Chiedo l’acquisizione tra le prove del decreto di sospensione della potestà genitoriale da parte del tribunale per i minori di Roma – ha detto la legale – e anche della relazione della psicologa di Battiti sulla donna e sul minore”.
Il processo entrerà nel vivo il prossimo 2 novembre quando la vittima, come chiesto dal suo avvocato, sarà sentita, per prima, protetta da un paravento per evitare che incroci lo sguardo dell’ex marito.

