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Pressing su coprifuoco e riaperture, il premier Draghi decide lunedì

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Coprifuoco


Roma – Se la strada verso il cambiamento dei parametri per il passaggio tra la fascia gialla, arancione e rossa sembra essere in discesa, sembra ancora lontano l’accordo nella maggioranza sulle riaperture e sulla questione coprifuoco. Da una parte il centrodestra in pressing per accelerare la ripartenza di tutti i settori ancora fermi e cancellare il “tutti a casa” alle 22, dall’altra l’asse LeU-Pd a ribadire la necessità di mantenere una linea di prudenza e gradualità nelle scelte in modo che le riaperture siano irreversibili, come lo stesso presidente del consiglio Mario Draghi ha più volte ribadito.

L’unico punto fermo è che non si deciderà niente prima di lunedì. È quella la data fissata dal premier per la cabina di regia: stando a quanto si apprende, l’unica decisione che dovrebbe essere presa, però, è il posticipo del coprifuoco alle 23.

Sul tavolo del governo c’è poi un’altra partita ed è quella della modifica dei parametri che definiscono i colori delle regioni. Se si continua a tenere in considerazione l’Rt già dalla settimana prossima diverse regioni potrebbero finire in arancione, considerando che con le riaperture l’aumento dei contagi è scontato. Se si vuole rendere la ripartenza irreversibile, dunque, è necessario cambiare modo di valutazione. La proposta su cui si confronteranno nelle prossime ore governo e regioni è di tenere in considerazione l’Rt ospedaliero, cioè la situazione dei malati Covid nelle terapie intensive e nei reparti ordinari e di basare il nuovo modello di valutazione del rischio contagio sull’incidenza. La zona rossa scatterebbe con oltre 250 casi Covid su 100mila abitanti, arancione tra i 150 e i 250 casi, gialla tra i 50 e 150 casi, bianca fino a 50 a casi. Ma il passaggio in zona rossa avverrebbe anche se il livello di occupazione di area medica ospedaliera e area intensiva arrivasse rispettivamente al 40% e al 30%.


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