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“Refurtiva stipata in tre garage al Pilastro, Santa Lucia e Villanova”

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Viterbo - Intervento di polizia e carabinieri

Viterbo – Indagini di polizia e carabinieri


Viterbo – Colpo grosso della banda del buco, che sette anni fa è riuscita in una sola volta a rubare 25mila euro in biancheria per la casa, calzature e abbigliamento.

E’ successo la notte tra il 21 e il 22 agosto 2014 presso un grande magazzino sulla Cassia Nord. 

I banditi, praticando un grosso foro per forzare la serranda d’ingresso, sono riusciti a portare via, oltre alla merce sugli scaffali, perfino la cassaforte con al suo interno 12mila euro di incassi e uno scontrino con su scritto a penna l’importo di 12mila euro. Scontrino che poi è stato rinvenuto, sette mesi dopo, durante la perquisizione di uno dei tre garage usati come magazzini per la refurtiva. 

Li hanno scovati  e arrestati in nove, tutti romeni, polizia e carabinieri, dopo che per mesi avevano messo a ferro e fuoco il capoluogo. 

In cinque, tre uomini e due donne, sono tuttora a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini con la pesante accusa di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di oggetti di provenienza furtiva.

Menti della presunta organizzazione criminale attiva a Viterbo e provincia tra il 2014 e il 2015, secondo l’accusa, due fratelli, difesi dall’avvocato Andrea Fabbio.


Refurtiva in tre garage al Pilastro, Santa Lucia e Villanova

Refurtiva di ogni genere, destinata anche all’esportazione, veniva occultata in tre garage presi in affitto a Viterbo:  uno in via Madre Teresa di Calcutta nel quartiere di Santa Lucia, uno in viale Bruno Buozzi al Pilastro e l’altro in via Igino Garbini a Villanova.

Quando nel marzo 2015 hanno sentito che il cerchio si stava stringendo su di loro e si sono volatilizzati a tempo di record, uno dei due fratelli ha perfino “scordato” la sua Golf nel box di via Garbini, ritrovata assieme alla refurtiva.

E’ uno dei particolari emersi durante l’udienza fiume di ieri, dedicata all’ascolto di una decina di testimoni dell’accusa, interrogati dal pm Michele Adragna.


Incastrati dalle foto dei profili Whatsapp

Tra i testi, due ignari proprietari di garage, che hanno però potuto fornire numeri telefonici e foto dei profili Whatsapp degli “inquilini”, successivamente incastrati dalle intercettazioni.

E anche due dipendenti di un grosso store di calzature presso un centro commerciale, sempre di Viterbo, dove il 4 marzo 2015  sono entrati in azione in due, rubando tre paia di scarpe da uomo per circa 170 euro, mentre un terzo aspettava fuori in macchina.

“E’ scattato l’allarme antitaccheggio. Sono stati inquadrati dalle telecamere della videosorveglianza e il filmato consegnato ai carabinieri, mentre il vigilantes ha visto l’auto con targa straniera con cui sono scappati“, hanno spiegato le testimoni. Immagini preziosissime per gli investigatori.  


Traditi da un complice ubriaco a Belcolle

In aula anche un poliziotto della squadra mobile. “A gennaio 2015 la volante è intervenuta al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle per un ubriaco romeno che stava dando in escandescenze, così è venuto fuori di un garage con nascosta della refurtiva”, ha spiegato.

“Siamo andati in via Madre Teresa di Calcutta e i condomini sono subito scesi per dirci che c’era un via vai sospetto. All’interno abbiamo trovato refurtiva riconducibile a quattro furti: un prosciutto da 162 euro con ancora il cartellino del prezzo, rubato in un supermercato vicino alla questura; una marea di pneumatici rubati tutti presso un punto vendita di Vetralla nell’ultimo mese, nel corso di più raid, di marche di cui l’attività aveva l’esclusiva a livello nazionale; una macchina per il caffè e sacchi di caffè rubati presso un bar vicino alla motorizzazione: e una quantità incredibile di placche antitaccheggio, nonché la cassaforte e lo scontrino con l’incasso scritto a penna del colpo di agosto al grande magazzino sulla Cassia Nord“. 


Specialisti della grande distribuzione

La refurtiva veniva occultata nei garage in attesa di essere rivenduta, in Italia o all’estero. Decine le vittime, spaziando nei maggiori punti vendita del capoluogo e della provincia, privilegiando la grande distribuzione.

Hanno rubato di tutto dappertutto. Dai generi alimentari nei supermercati alle scarpe nei negozi monomarca, dall’abbigliamento ai cosmetici e profumi nei negozi griffati delle gallerie dei centri commerciali, dagli attrezzi da lavoro ai pneumatici presso le maggiori rivendite della Tuscia, dalle macchine da caffè alle confezioni di caffè, dall’olio per motori alle lampadine per i fari delle macchine, dai rotoli di carta igienica agli asciugatutto. 

Silvana Cortignani


 Colpo grosso della “banda del buco” con bottino da 25mila euro, in nove a processo


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