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Rosario Livatino, giudice ucciso dalla mafia, proclamato “beato”

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Agrigento – Il primo magistrato a diventare beato per la chiesa.

Oggi, nella cattedrale di Agrigento, è stato proclamato “beato” Rosario Livatino, magistrato siciliano ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990. Aveva 38 anni e quella mattina, senza scorta, si stava recando al palazzo di giustizia. I sicari lo hanno freddato con 7 colpi di pistola, l’ultimo dei quali sul volto.

Un giudice conosciuto, oltre che per la sua giovane età e per la sua tenacia, anche per la fede incrollabile che lo contraddistingueva. È stato sostituto procuratore dal 1979 al 1989 e ha istruito il primo maxiprocesso alla mafia agrigentina.

Alla cerimonia di beatificazione erqano presenti il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, il presidente della Conferenza episcopale italiana, monsignor Gualtiero Bassetti e David Ermini, vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura.


Il giudice Rosario Livatino

Il giudice Rosario Livatino


“Accogliendo il desiderio del cardinale di Agrigento Francesco Montenegro e di molti altri fratelli nell’episcopato e di molti fedeli – ha detto il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, leggendo la disposizione di Papa Francesco – concediamo che il venerabile Rosario Livatino, laico e martire che nel servizio della giustizia fu testimone credibile del vangelo, d’ora in poi possa chiamarsi beato”.

“Livatino è stato mio compagno di corso – ha dichiarato Federico Cafiero De Raho, l’attuale procuratore nazionale antimafia – oggi è un’emozione grande. Era un magistrato umile e riservato. Le sue doti? Equilibrio e carità, che gli permettevano di comprendere il contesto in cui operava senza rigidità”.

La festa sarà celebrata ogni 29 ottobre.


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