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“Aggressioni, accoltellamenti, risse, scene di droga e di sesso. Abbiamo paura, siamo stati abbandonati…”

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Viterbo – In alcune via tra il Sacrario e il quartiere San Faustino la puzza di urina e di escrementi si sente bene. Dietro al monumento ai caduti, ad esempio, in via Bellavista, tra via Santa Maria in Volturno e via Santa Maria Elisabetta. Ma a terra non ci sono solo chiazze di pipì e cacca. In due punti anche altrettante siringhe, con l’ago ancora inserito. Una sta lì, tra le erbacce che crescono su delle scalette, da almeno un paio di giorni. L’altra, sull’uscio delle abitazioni, fino a lunedì non c’era dicono i residenti. “L’ha vista stamattina (martedì, ndr) un operaio dopo averci messo il piede sopra. Per fortuna aveva gli scarponcini…”.


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Paolo Focà


La signora M. vive nella zona da sempre. “Ho 84 anni – racconta – e qui ci sono nata, ma quello che siamo costretti a subire ultimamente non si era mai visto prima. Aggressioni, accoltellamenti, risse a suon di bottigliate, scene di droga e di sesso. Abbiamo paura e ci sentiamo abbandonati”. Come la signora M., non tutti hanno voluto metterci la faccia o nome e cognome. “Temiamo minacce e ritorsioni – dicono chiaramente -, questa gente sa essere vendicativa”. Anche il signor Paolo Focà ha un appartamento al Sacrario. “Al primo piano – sottolinea – e le notti d’estate sono costretto a dormire su una branda in un’altra stanza perché sotto la finestra della camera da letto si ubriacano, urlano, bestemmiano, fanno macello fino a notte fonda. È un gruppo di persone che sembra intoccabile, perché nessuno gli fa mai niente”.


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Francesco Mecarini


Dalle parole di residenti e lavoratori della zona emergono esasperazione, rabbia, sconforto per una situazione che ha oltrepassato ogni limite. “Da qui – riporta Francesco Mecarini della Padula e Mecarini – se ne vogliono andare via tutti, ed hanno ragione. Ma io, come altri, non ho intenzione di mollare, perché questi locali sono il frutto di una vita di sacrifici. Siamo pronti a fare la più estrema delle proteste perché più questa zona si svuota e peggio diventa. Qui serve un controllo totale di tutte le istituzioni, che finora se ne sono fregati”.


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Nello zoom una siringa abbandonata per terra


Chi vive o ha un’attività tra il Sacrario e San Faustino traccia questa parabola del degrado. “Negli ultimi 10 – 15 anni il mancato interesse delle varie amministrazione per il centro storico, e in particolare per quest’area, ha fatto andare via i residente e ha fatto chiudere i negozi. Il conseguente isolamento ha portato qui prima il bivacco, poi lo spaccio e ora anche il consumo di droga. Ed ecco che questa è diventata una zona franca per persone ben note a chi di dovere”.


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Sacrario nel degrado


“L’interesse politico – afferma Francesco Mecarini – è da sempre pari a zero. Le forze dell’ordine, invece, nella maggior parte dei casi si limitano a un mero passaggio in auto dicendo: ‘Non possiamo fare di più, abbiamo le mani legate’. Noi negli anni abbiamo segnalato, abbiamo presentato denunce ed esposti, abbiamo partecipato a tavoli tecnici in prefettura ma nulla è mai stato fatto se non lo scaricabarile tra istituzioni. Ci sentiamo solo presi in giro”.


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Olga del Centro laser viterbese


Anna Rita Stella del negozio di abbigliamento all’imbocco di via Marconi lo dice chiaramente: “Questa situazione la conoscono tutti, ma tutti fanno finita di niente perché manca la volontà di risolverla. È nota al prefetto, all’amministrazione, alle forze dell’ordine. Ma ora basta. È arrivato il momento di intervenire immediatamente, concretamente e definitivamente. Non è più solo una questione di degrado ma di sicurezza, di ordine e di sanità pubblica. È una vergogna, vogliamo essere tutelati”. E non mancano le ripercussioni economiche. “Mandola, lo storico negozio di macchine per cucire, ha chiuso per la disperazione – ricordano Olga e Danilo del Centro laser -. Anche da noi iniziano a venire sempre meno clienti perché pure loro sono spaventati, e tutto questo non può che fare rabbia”.

Raffaele Strocchia


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