Gerusalemme – Scontri a Gerusalemme Est, negli ultimi due giorni sono stati feriti 29 bambini palestinesi e otto minorenni sono stati arrestati.
Gli scontri a Gerusalemme
A riferirlo è Ted Chaiban, direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa. “Negli ultimi due giorni, 29 bambini palestinesi sono stati feriti a Gerusalemme Est, anche nella Città Vecchia e nel quartiere di Sheikh Jarrah – si legge in una sua dichiarazione -. Otto minorenni palestinesi sono stati nel frattempo arrestati. Tra i feriti, anche un bambino di un anno. Alcuni bambini, che sono stati portati in ospedale per essere curati, avevano ferite alla testa e alla spina dorsale. E questo avviene in un momento in cui arrivano segnalazioni di quasi 300 persone rimaste ferite nella zona”.
“L’Unicef – continua Ted Chaiban – ha ricevuto rapporti secondo cui alle ambulanze è stato impedito di arrivare sul posto per assistere ed evacuare i feriti e che una clinica in loco è stata colpita e perquisita. Tutti i bambini dovrebbero essere protetti dalla violenza e tenuti fuori dai pericoli in ogni momento. Il diritto delle famiglie di accedere a tutti i luoghi di culto dovrebbe essere preservato e i feriti dovrebbero essere assistiti senza restrizioni”.
“L’Unicef esorta le autorità israeliane ad astenersi dall’uso della violenza contro i bambini e a rilasciare tutti i minorenni detenuti. La detenzione dei minorenni è una soluzione di ultima istanza e dovrebbe essere usata per il minor tempo possibile”.
“Nel frattempo, nella Striscia di Gaza, in alcune parti della Cisgiordania e nel sud di Israele, c’è una preoccupante ripresa delle violenze, specialmente nelle ultime 24 ore – ha concluso il direttore regionale -. Chiediamo a tutte le parti coinvolte, ovunque esse siano, di prevenire qualsiasi ulteriore escalation e di proteggere tutti i civili, specialmente i bambini”.
Da oltre tre giorni Gerusalemme Est è teatro di violenti scontri tra manifestanti palestinesi e forze di polizia israeliane, che si sono affrontati nella Spianata delle moschee, nei pressi della porta di Damasco e nel vicino quartiere arabo di Sheikh Jarrah. A quanto si apprende, gli scontri sono scoppiati dopo che la polizia israeliana ha preso d’assalto la Spianata delle moschee, dove si trova la moschea di Al Aqsa, nell’ultimo venerdì di Ramadan. Centinaia di palestinesi si sono rifiutati di lasciare il luogo, dopo le preghiere notturne, come segno di protesta per gli sfratti alle famiglie palestinesi nel quartiere Sheikh Jarrh a Gerusalemme est. L’escalation di violenza preoccupa non poco e da più parti a livello internazionale sono arrivati inviti a ripristinare la calma nella zona. Da parte sua, Hamas ha lanciato un ultimatum a Israele: evacuare la Spianata delle moschee entro le 18 e rilasciare le persone fermate durante gli scontri.
Nel frattempo i media israeliani riferiscono che sei razzi sono stati lanciati dalla striscia di Gaza verso le zone di Gerusalemme. Sembrerebbe che Hamas abbia rivendicato il lancio dichiarandolo una “risposta all’aggressione e ai crimini contro la Città Santa”. Nel frattempo la polizia di Gerusalemme, come riporta l’Ansa, sta evacuando le persone al Muro del pianto della Città Vecchia. Anche i deputati della Knesset, il parlamento israeliano, hanno lasciato l’edifico.
