Viterbo – (sil.co.) – “Quando dormite, vi taglio la gola a tutti e tre, vi faccio a pezzettini e vi mangio”, avrebbe minacciato moglie e due figli, tra cui una ragazza adolescente che all’ennesima aggressione nei confronti della madre ha chiamato lei stessa i carabinieri.
Vedute diverse sull’educazione dei figli. Sarebbe questa una delle cause della rottura tra un uomo originario della Sri Lanka e la moglie, una connazionale, che il 28 settembre 2019 lo ha denunciato dopo l’ennesimo scatto d’ira nei suoi confronti davanti ai figli. Sarebbe successo quasi tutte le notti quando il marito tornava a casa completamente ubriaco: “E’ anche capitato che mi abbia presa per il collo”, ha detto la vittima.
Sul posto intervennero carabinieri e 118. Lui, nel frattempo, dopo avere preso a schiaffi la figlia, si sarebbe dileguato. Sottoposto alla doppia misura cautelare dell’allontanamento e del divieto di avvicinamento, è imputato per maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza di due figli minori davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei. Ieri alla prima udienza dedicata ai testimoni è stata sentita la presunta vittima.
Carabinieri e 118
La coppia vive in Italia dal 2007. “Mio padre non voleva che lo sposassi, per cui, quando ho capito che non era l’uomo giusto per me, che dalla vita voglio solo serenità, non ho avuto, per orgoglio, il coraggio di ammettere coi miei genitori che avevo sbagliato. Mi sono tenuta tutto dentro, dicendo a me stessa che per il quieto vivere era meglio tacere e ignorare. Ma ero sola, tanto sola, e avevo paura, tanta tanta paura. Fino a quando nostra figlia, che è molto più svelta di me, non ha chiamato i carabinieri“, ha spiegato, con la voce a tratti rotta dalle lacrime, ricordando quell’ultima notte, tra il 27 e il 28 settembre di due anni fa.
“Una questione di cultura. Io credo che per crescere bisogna uscire e conoscere il mondo, lui voleva che nostra figlia stesse chiusa in casa. Per questo nel 2011 mi sono messa a lavorare, per pagare le lezioni di violino a mia figlia e la notte l’accompagnavo in discoteca aspettandola fuori in macchina fino all’alba. Lui invece faceva scenate. Una volta, quando è rientrato nel cuore della notte, ubriaco come sempre, se l’è presa con lei perché aveva la luce accesa in camera… e io a dirgli di lasciarla stare, perché stava studiando per una verifica a scuola”, ha raccontato la donna, interrogata dal pubblico ministero Michele Adragna.
Il sostituto procuratore Michele Adragna
Poi il cane. “Ho preso ai miei figli, che desideravano avere un animale, una cagnolina. Erano urla continue, perché faceva pipì e perché secondo lui non doveva dormire dentro casa. Lui diceva ‘cani e uomini non possono stare insieme’. Secondo me, invece, un cane è utile a insegnare ai figli a diventare, prima che medici o avvocati, degli esseri umani, educandoli nei sentimenti“, ha proseguito, spiegando le divergenze diventate nel tempo sempre più profonde.
“Io e mio figlio tacevamo, fingendo di non sentirlo. La ragazza invece gettava benzina sul fioco e lui se la prendeva con me, diceva che era colpa mia, che ero una mamma troppo permissiva”, ha concluso, dicendo che ‘senza di lui, ora finalmente io, i miei figli e il cane viviamo sereni’.
Ma ha anche difeso l’ex marito, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati. “Lui non voleva divorziare, adesso però ha capito. Quando non beve è un brav’uomo e vuole tanto bene ai figli, non gli fa mancare nulla, dice che dobbiamo dare loro un futuro ed è contento che proseguano gli studi”, ha concluso.
Il processo riprenderà il prossimo 16 novembre.

