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Affossato il porta a porta nelle zone periferiche, appalto rifiuti in alto mare

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Viterbo - Il sindaco Giovanni Arena

Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena

Viterbo – Rifiuti, dopo tre anni d’amministrazione Arena, dell’appalto definitivo nemmeno l’ombra e sulle linee guida, indispensabili per far partire la gara, il centrodestra continua a discutere. Al punto che ieri mattina in terza commissione, per non rischiare brutte sorprese, il presidente Paolo Muroni ha rinviato tutto al consiglio comunale.

Vittorio Galati (Lega) non avrebbe votato a favore. Lo ha spiegato in modo chiaro: “Un provvedimento in cui non si capiscono costi, risorse – ha detto Galati – o quali isole ecologiche vanno eliminate”.

Proprio le isole è stato uno dei motivi del contendere. Un emendamento proposto dalla maggioranza (FI, FdI e Lega), ma non da Fondazione chiede che si riducano del 20% le postazioni nelle zone periferiche, partendo da quelle più popolose, introducendo la raccolta porta a porta. C’è già un’idea di spesa, 600mila euro annui in più, rispetto al 12 milioni e 400mila euro di costo globale.

Ma quali isole di prossimità eliminare? Quando? Perché? Non lo sa nessuno, eppure l’emendamento è stato recepito. Il primo ad avere qualche dubbio è Alvaro Ricci (Pd): “Scrivere genericamente il 20% – osserva Ricci – non va bene. Occorre specificare e impegnare di conseguenza le cifre necessarie”.

Altrimenti rimane solo un buon proposito. Un po’ come le promesse che si facevano nella letterina a Babbo Natale per ingraziarselo. Ma finché l’opposizione muove critiche, qualcuno potrà obiettare che si tratti di un gioco delle parti. Quando, però, la critica arriva dalla maggioranza, la musica cambia. E puntuale, ieri in commissione la critica è arrivata.

Da Gianmaria Santucci. Già le premesse del capogruppo Fondazione non lasciavano presagire nulla di buono: “Abbiamo fatto passi avanti rispetto alle linee guida della precedente amministrazione, un buon lavoro”. Dopo avere indorato la pillola: “Ho ancora qualche perplessità – sottolinea Santucci – predisporre linee guida senza avere contezza di quello che scaturisce poi nel piano economico e finanziario è un errore.

Ogni modifica a un’isola di prossimità genera un aumento nel contratto e una modifica alla tariffa. E va compreso per quanto incide”.

Poi arriva il de profundis al provvedimento: “Non ci sono le condizioni per inserirlo nel 2021, non siamo in grado di ridurre le isole prima del 2022”. Del resto, il gruppo di Santucci quell’emendamento non l’aveva firmato. Fin da subito ci ha creduto poco e infatti: “Quei seicentomila euro meglio sarebbe spenderli in isole di prossimità informatizzate”. E non il porta a porta nelle zone C.

Il sindaco Giovanni Arena coglie la palla al balzo: “Direi di far slittare tutto al prossimo Pef, al 2022 – osserva Arena – mi trovo d’accordo”. Quindi il sindaco Giovanni Arena concorda nel rinviare il porta a porta nelle zone C. In evidente contrasto con l’assessore all’Ambiente Arena Giovanni, che quell’emendamento l’ha portato nella delibera a sua firma.

Ed è in contrasto pure con Forza Italia, suo partito, Fratelli d’Italia e Lega, che quell’emendamento l’hanno sottoscritto, votato e allegato alla delibera stessa. Seppure i tre capigruppo Micci, Marini e Buzzi si siano affrettati a sottolineare come non fosse un’imposizione. Va bene un avvio graduale. A quanto pare di capire, sarà molto graduale.

Nel frattempo, la pratica arriverà in consiglio comunale senza che sia stata modificata nemmeno una virgola. Si ricomincerà come in commissione, più che in commissione. E il tempo passa. Alvaro Ricci lo fa notare. Dopo tre anni ancora non c’è la nuova gara. C’è quella ponte, è la replica del sindaco Arena e c’è stato il Covid. Il capogruppo Pd non si lascia convincere.

Quando arriverà a essere aggiudicato, il nuovo appalto avrà una durata di 4 anni più 2 e partendo dal 58% di differenziata punterà ad arrivare almeno al 65%, tendente al 75%. Con calma, però.

Giuseppe Ferlicca


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