Bassano del Grappa – Beve veleno in diretta su una chat e muore a 18 anni. L’ultimo messaggio di Matteo Cecconi, originario di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, è per il suoi genitori: “Non datevi colpe che non avete, ho dissimulato molto bene. Siete stati i genitori migliori che potessi desiderare”.
Matteo Cecconi
Matteo aveva 18 anni e frequentava il quarto anno dell’Istituto tecnico industriale Fermi di Bassano del Grappa. Se ne è andato lo scorso 26 aprile. Quella mattina, stando a quanto riferisce il Corriere della Sera, si collega online per la didattica a distanza e fra una lezione e l’altra annuncia al mondo che ha cominciato il suo viaggio senza ritorno. Il suo mondo, in quel momento, non è né la scuola né la famiglia, non sono gli amici e nemmeno i social. Sono gli utenti di una pagina web che si definisce “forum di discussione a favore del suicidio”, 17 mila iscritti. Lui entra nella community, di cui avrebbe fatto parte dal 12 di aprile, e descrive cosa sta facendo agli undici sconosciuti connessi. Morirà avvelenato, rivela. Ha già preso un farmaco, spiega, conterà i minuti giusti per prendere anche il nitrito di sodio e poi aspetterà che tutto faccia effetto.
Alle 9:53 Matteo digita l’ultimo messaggio, poi il silenzio. “Riposa in pace, cucciolo” scrive un ragazzo della community.
A scoprire il corpo è stato il padre, rientrato dal lavoro. L’uomo ha tentato di rianimare il figlio, poi sul posto sono giunti i sanitari del Suem 118 che hanno cercato a lungo di salvare il ragazzo. Poco dopo, in ospedale, ne è stato dichiarato il decesso.”Passando al setaccio il computer di Matteo abbiamo visto che la mattina del 26 aprile si era collegato al sito oggi sotto inchiesta – ha spiegato il padre di Matteo, Alessandro Cecconi, al Corriere del Veneto -. Connessi c’erano altri dieci utenti. Non posso dire con sicurezza che lo abbiano spinto a compiere quel gesto estremo, ma sicuramente ne hanno sostenuto e approvato la scelta”. Come? “Dicendogli che stava facendo la cosa giusta. “Vai e troverai la pace”, ad esempio, o frasi come: non temere, vedrai che andrà tutto bene”.
Alessandro Cecconi ora indica quel sito, una community con 17 mila iscritti in tutto il mondo che la procura di Roma nei giorni scorsi ha oscurato ravvisando il reato di istigazione al suicidio. L’inchiesta è partita dopo la denuncia delle famiglie di due ragazzi che hanno scelto di morire esattamente come Matteo.
