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Viterbo – Trattando acqua, Talete prova a essere trasparente e convoca la stampa per affrontare temi che scottano. Tariffe, ingresso di soci, arsenico.
Il nuovo corso voluto dall’amministratore unico Salvatore Genova. Non si sottrae alle critiche, seppure si dice stupito: “Ho assistito ad attacchi cui non ero preparato – è l’esordio – quando pensavo di dovermi dedicare solo alla società”.
Con lui, Pietro Nocchi, presidente della provincia, Luca Lucentini dell’Istituto superiore di sanità e Giancarlo Daniele dirigente Sto Dell’Egato 1 Lazio nord. Col supporto dei sindaci della consulta d’ambito, Arena (Viterbo) e Giulivi (Tarquinia) per primi.
Per ribadire che sulle critiche alle bollette per l’acqua i conti non tornano. “Talete è vessata dalle critiche – spiega Genova – è stato approvato un aumento tariffario del 7% per il 2020, 3,2% per il 2021 e 1,9% per il 2022 e 1,7% per il 2023. Qualcuno ha voluto sommare altri voci di costo, ma non è così”.
Cittadinanza attiva ha stimato in 505 euro la bolletta idrica media annua di una famiglia servita dalla società idrica, inferiore alla una media nel Lazio di 523 euro. Genova ha altri numeri. “Poco più di 300 euro, non sono neanche paragonabili a quelli di altre province.
Il servizio offerto da Talete va coperto totalmente dalle tariffe, per questo abbiamo bisogno d’incassare quanto dovuto. Ci sono problemi enormi legati alla morosità”.
Con Giancarlo Daniele a precisare che Talete non decide le tariffe: “L’Ato le impone in base ai livelli di servizio, su indicazione Arera”.
E se le bollette idriche agitano gli animi, ultimamente il possibile ingresso di soci privati non è da meno. C’è una procedura per cedere il 40% delle quote e finanziare così Talete. “Sono arrivate tre manifestazioni d’interesse”. Da parte di chi, l’amministratore non lo dice. La procedura è ancora aperta.
E se arrivano privati, acqua pubblica a rischio?
“Chi invoca acqua pubblica – osserva Genova – lo fa riferendosi al referendum e alla legge regionale. Ma la proposta di legge non è andata avanti e la legge regionale è priva di decreti attuativi. Da tecnico devo basarmi su quello che c’è e quello che la norma impone.
Vagliamo la possibilità di un partner privato, è una delle tante e potrebbe rafforzare l’azienda per affrontare le sfide nei prossimi mesi”.
Ancora acqua pubblica. “ Cosa significa acqua pubblica? Non quella che esce dalle fontanelle. Occorre lavorare affinché esca dai rubinetti e sia potabile. Quella che immette in rete Talete rispetta norme ambientali relative al servizio idrico e assicura la depurazione. Pubblica ok, ma anche potabile e garantita per la depurazione. Talete oggi garantisce analisi 18 volte superiori alla norma, tante ne facciamo”.
Nei comuni gestiti, l’arsenico è nei limiti previsti di 10 microgrammi litro, ribadito dal direttore del Reparto di qualità dell’Acqua e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità Luca Lucentini. In caso di valori oltre norma: “Dalla Asl – ricorda Pietro Nocchi – arriva immediatamente la comunicazione”.
Mentre è sui costi che punta il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi: “Abbiamo un’acqua potabile di buona qualità a un costo di 83 centesimi al giorno, quando un caffè al giorno che prendiamo costa un euro. Riflettiamo su questo aspetto.
A Tarquinia e Montalto di Castro in estate c’è un grosso afflusso di turisti, difficilmente può capitare che manchi l’acqua. Il sistema funziona”.
Giuseppe Ferlicca





